Arte: i 70 anni di Strinati festeggiati con un volume e un Caravaggio ‘ritrovato’  

Scritto da il 20 ottobre 2018

Arte: i 70 anni di Strinati festeggiati con un volume e un Caravaggio ‘ritrovato’

Ritratto di Marcello Provenzale che Strinati attribuisce a Caravaggio.

Pubblicato il: 21/10/2018 15:50

Pochi, nel mondo artistico, possono vantare un compleanno importante festeggiato con un volume di saggi critici di ben 52 studiosi, tra esperti d’arte, musica e letteratura, ma anche di storia, teatro e collezionismo. E’ accaduto a Claudio Strinati per i 70 anni, segno dell’importanza della sua figura di docente universitario prima e di soprintendente del Polo museale romano poi. Attualmente il professore è direttore scientifico della Fondazione Sorgente Group.

Il libro-tributo si intitola “L’arte di vivere l’Arte” ed è curato da Pietro di Loreto (Etgraphie editore, 479 pagine), direttore di aboutartonline.com periodico di arte e cultura sul web. All’affollatissima presentazione sono intervenuti come relatori Francesca Cappelletti, Francesco Buranelli e Riccardo Lattuada, introdotti da Francesco Moschini, segretario generale dell’Accademia Nazionale di San Luca. La studiosa Mina Gregori, non potendo esserci di persona, ha mandato un videomessaggio.

“Un volume di studi ‘honoris causa’ -spiega all’AdnKronos il curatore di Loreto- è un omaggio a chi, con la propria attività e personalità, ha lasciato un segno profondo nel campo della cultura. A maggior ragione quando questa persona è tuttora protagonista sulla scena artistica. L’opera in realtà è una collana di saggi su dipinti del Cinquecento, di cui Strinati è appassionato estimatore e studioso, ma raccoglie anche ricordi di chi lo conosce bene al di là della carriera”.

Fra questi Valter e Paola Mainetti, che presiedono la Fondazione Sorgente Group. Il loro contributo sottolinea sia il rapporto d’amicizia con Strinati, che il suo impegno per la Collezione. “Si deve a lui -commentano i Mainetti- la valorizzazione di quadri di Guido Reni e dei suoi allievi più talentuosi, ma anche del dipinto ‘la Diana Cacciatrice’ del Guercino, acquistato dalla Fondazione ed esposto alla Pinacoteca di Cento. Interessanti alcune interpretazioni, come l’intuizione che il dipinto ‘Cavallo e Calesse’ di Giovanni Boldini (sempre della Fondazione) sia ispirato alla poesia ‘La cavallina storna’ di Giovanni Pascoli”.

“Attraverso lo studio attento dei dettagli, delle opere e dei documenti, Strinati ha scoperto informazioni inedite sugli artisti, alzando il velo anche su geni dimenticati dalla storia -sostiene Francesca Cappelletti- e il volume rappresenta una sorta di ‘speculum virtutis’ in cui Claudio Strinati rilegge sé stesso attraverso gli interessi coltivati da amici e colleghi su suo esempio e supporto”. “In questo libro c’è traccia della trasversalità della sua cultura -evidenzia Francesco Moschini- che da storico dell’arte sa spaziare dalla musica a tanti altri argomenti, sia vicini che lontani dalle proprie discipline elettive”.

Anche l’archeologo Francesco Buranelli, in passato direttore dei Musei Vaticani, ne mette in luce l’impegno per la cultura e in particolare per Roma: “Dobbiamo a Strinati la valorizzazione di luoghi fondamentali per la vita della capitale come la Galleria Borghese, il Vittoriano, Castel Sant’Angelo, in quel periodo particolarmente fortunato per la nostra città, che erano gli anni Novanta”.

Tra gli autori degli saggi, sono presenti nomi di spicco del mondo universitario e storici dell’arte come Stefania Macioce, Andrea Emiliani, Marcello Fagiolo; collezionisti come Fabrizio Lemme, direttori museali come Anna lo Bianco e Paola Mangia, lo scrittore Valerio Massimo Manfredi. Strinati ha ringraziato tutti coloro che si sono impegnati per due anni nella stesura del volume, affermando con ironia: “più che un divulgatore sono un divagatore, come mi ha definito una volta Achille Bonito Oliva”.

Insomma, professore, il libro… ‘a sorpresa’ se lo aspettava o no? “A sorpresa come la festa che mi fece mia moglie per i 50 anni. Non me lo aspettavo, ma dentro di me un po’ lo speravo. Temevo, però, che non si avverasse, come spesso accade con le cose che desideriamo molto. Invece sì, è successo”, conclude con una nota di commozione nella voce.

Nel frattempo, Strinati è andato a inaugurare la mostra “Milo Manara biografo di Caravaggio”, aperta ad Arezzo fino all’8 gennaio del 2019, che espone quasi 100 tavole con le quali il celebre disegnatore illustra la vita spericolata e avventurosa del genio pittorico della luce.

Per l’occasione lo storico dell’arte non si è smentito, presentando un dipinto -proveniente dai depositi della Galleria Borghese di Roma- conosciuto come “Ritratto di Marcello Provenzale”, attribuito finora a un amico di Caravaggio, Ottavio Leoni.

Tuttavia, secondo l’esperto, l’opera sarebbe proprio di Caravaggio e raffigurerebbe un altro componente della sua cerchia, Bartolomeo Manfredi. Le ragioni addotte da Strinati sono la peculiarità del disegno e della luce.

Spetterà ora all’insieme della comunità artistica valutare -sulla scorta delle sue osservazioni- se il quadro sia effettivamente del grande maestro. Il mondo dell’arte, del resto, è perenne tumulto e i colpi di scena che illuminano il passato non mancano, specie riguardo ai grandi nomi che hanno fatto conoscere e riconoscere il genio dei pittori italiani.


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