Danza: il ‘Tango glaciale’ di Martone a Romaeuropa Festival  

Scritto da il 20 ottobre 2018

'Tango glaciale' di Martone ritorna in scena al Vascello per Romaeuropa

Un’immagine di ‘Tango glaciale’, lo spettacolo firmato da Mario Martone nel 1982, che ritorna in scena al Teatro Vascello per Romaeuropa Festival

Pubblicato il: 21/10/2018 11:30

A distanza di quasi 30 anni dal suo debutto (era il 1982) ritorna in scena al Teatro Vascello, dal 25 al 28 ottobre, per la stagione di Romaeuropa Festival. ‘Tango glaciale reloaded’ firmato da Mario Martone per Andrea Renzi, Tomas Arana e una giovanissima Licia Miglietti, tutti interpreti della compagnia Falso movimento. Si tratta di un altro tassello del mosaico di produzioni e riallestimenti che Marinella Guatterini, storica e critica di danza, da anni presenta nei maggiori teatri italiani, grazie ad una intuizione. Rimettere in moto la memoria della danza contemporanea italiana, dall’inizio degli anni ’80 sino agli anni ’90, grazie al Progetto RIC.CI (Reconstruction Italian Contemporary Choreography anni Ottanta-Novanta) nato nel 2011.

Scelta difficile che ha visto sfilare nomi noti del panorama coreografico italiano, tra i quali Enzo Cosimi (‘Calore’), Fabrizio Monteverde (‘La boule de neige’), Michele Abbondanza e Antonella Bertoni (‘Terramara’), Silvana Barbarini (‘Uccidiamo il chiaro di luna’). Un passato quasi dimenticato per la creatività made in Italy, ai confini tra la danza, il teatro, le arti visive, la poesia e la letteratura. ”Siamo orfani del nostro stesso passato – ha dichiarato all’Adnkronos Marinella Guatterini- E’ come se, nel nostro Paese, la coreografia contemporanea non fosse mai esistita, non abbia avuto una suo spazio di ricerca, di innovazione, di sperimentazione. Non è assolutamente così”.

”C’era la necessità, fa parte di molti giovani coreografi di esprimersi – ha aggiunto Marinella Guatterini- in contrapposizione a quanto accadeva in scena, al balletto classico, per esempio. Insomma c’era la voglia di rompere, non soltanto la ‘barriera’ del balletto accademico, ma anche quella della modern dance che in Italia ha avuto una sua storia molto importante con Elsa Piperno e Joseph Fontano. Una generazione che voleva assolutamente mettersi alla prova con le arti performative, con le arti visive – ha aggiunto – con un certo tipo di teatro di ricerca che in quegli anni riscopriva il corpo”.

”Sfidavano insomma i luoghi comuni, i giovani artisti degli anni ’80, si misuravano con una varietà di segni coreografici che nel tempo continueranno ad affinare. Chi più, chi meno ”. Un’esplosione di creatività per la giovane coreografia italiana. Un’energia dissacrante, dirompente, contagiosa. Poi in parte l’oblio. ”Nessun crepuscolo, nessuna dimenticanza- ha spiegato ancora Marinella Guatterini – Eppure qualcosa è accaduto. Accadimenti che si sono dimostrati decisivi”.

”Intanto l’ assenza di un progetto che potesse perdurare nel tempo – ha sottolineato ancora – e poi il silenzio delle istituzioni, la mancanza di ‘residenze’ vere come avveniva in Francia, di economie a disposizione della ‘nuova’ danza, di sostegni concreti. Ma aggiungerei, anche il protrarsi una vacillante politica culturale sulla danza che, a mio avviso, continua ad essere tale”.

Al Festival Oriente Occidente di Rovereto, diretto da Lanfranco Cis, ha debuttato ‘Erodiade- Fame di Vento’ firmato dalla coreografa Julie Ann Anzillotti (scenografie di Alighiero Boetti), sempre nell’ambito del Progetto RIC.CI. ”Il rapporto di forza tra la coreografia, l’arte, il pensiero contemporaneo forse, oggi, è cambiato – ha raccontato ancora il noto critico di danza- Oggi è più difficile che la danza, soprattutto quella più giovane, ‘dialoghi’ e collabori con grandi maestri dell’arte contemporanea. Si tratta di un universo, a mio avviso, fortemente turbato dal mercato”.

”E’ molto difficile – ha aggiunto- individuare la ‘grandeur’ di un progetto, di un personaggio, di un’intuizione. Siamo invasi da piccoli eventi senza futuro”. ‘Tango glaciale’ che giunge al Romaeuropa Festival è coprodotto dalla Fondazione Teatro di Napoli- Teatro Bellini, dalla Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto in coproduzione con la Fondazione Ravenna Manifestazioni. In scena i nuovi interpreti, Josef Gjura, Giulia Odetto, Filippo Porro.

”Il ‘Tango’ di Mario Martone – ha confessato Marinella Guatterini – esce dall’ambito puramente coreografico. Mario Martone è stato corteggiato da me per oltre 2 anni prima che accettasse l’invito. Mi interessava il lavoro sulla regia, perchè, e stiamo parlando di quasi 30 anni fa, viene utilizzata la tecnologia in modo assolutamente sperimentale e innovativo. Mario Martone era più avanti dei suoi coetanei.

”E poi la presenza in scena di tre personaggi che si trasformano – ha dichiarato ancora Marinella Guatterini- Sempre diversi, mai uguali a se stessi, la mancanza di un racconto narrativo logico con un accostamento di quadri che va dalla Grecia antica a Hollywood. ‘Tango glaciale’ è un’opera, a mio avviso, post moderna che rompeva gli schemi di un teatro più tradizionale, una pièce performativa”.

Con il Progetto RIC.CI si colma un vuoto istituzionale e culturale? ”Purtroppo sono sempre più convinta – ha risposto Marinella Guatterini- che in Italia manchino i progetti. L’ho già ripetuto più volte, in questo ambito vige una confusione drammatica e il quoziente di pensiero e la visione del mondo mi sembrano molto, molto deboli”. Dopo Roma, ‘Tango glaciale reloaded’ sarà al Teatro Cavallerizza di Reggio Emilia per Festival Aperto, in calendario dal 15 al 18 novembre.


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