Bottiglia della discordia, parla l’allenatore dell’Italvolley  

Scritto da il 21 ottobre 2018

Bottiglia della discordia, parla l'allenatore dell'Italvolley

(Afp)

Pubblicato il: 22/10/2018 21:26

“Dietro la bottiglia nella foto che hanno preso Sylla non è presente perché è una foto dell’ultima tappa della Nations League dove Sylla era infortunata. Dietro quella bottiglia c’è Serena Ortolani (veterana del gruppo azzurro e moglie dell’allenatore Mazzanti ndr) e Paola Egonu. Quindi non vedo il problema. Forse il grafico avrebbe potuto fare qualcosa di meglio. Mi fa strano, è stato montato un caso. È tutto casuale a meno che non abbiano voluto nascondere la moglie dell’allenatore”. Lo ha detto l’allenatore dell’Italia volley femminile vice campione del mondo, Davide Mazzanti, in un’intervista a ‘Sport 2000’, il programma sportivo di Tv2000 condotto da Giampiero Spirito, in merito alle polemiche scoppiate e le accuse di razzismo su una presunta esclusione da una foto di una pubblicità Uliveto in cui c’era tutta la squadra del volley femminile meno due giocatrici.

“Le ragazze hanno acceso un faro su di loro – ha aggiunto Mazzanti – e devono essere responsabili nell’usare le parole perché possono essere fraintese o montate ad arte perché appena atterrati c’è stata una polemica su un caso che non aveva senso“. “Alle ragazze – ha sottolineato Mazzanti – ho detto che il risultato ci ha fatto venire l’amaro in bocca perché ci aspettavamo di vincerlo il mondiale non di arrivare secondi. È stato un viaggio incredibile. Ho detto alle ragazze di tenerci stretto il come abbiamo ottenuto questo secondo posto. Tutta la squadra, me compreso, – ha aggiunto Mazzanti – aveva un sogno nel cassetto. Non ci siamo messi a tavolino dicendo di voler raggiungere un obiettivo. Ma questo epilogo me lo ero sicuramente immaginato”.

Mazzanti ha inoltre raccontato un episodio divertente della sua vita professionale. Nel 2002 nell’unico mondiale vinto dalle azzurre del volley ha ricordato di aver guidato il pulmino della nazionale: “Prima del mondiale la nazionale femminile di volley aveva fatto un torneo a Senigallia e io stavo iniziando il mio percorso in maniera più convinta. Così il comitato regionale mi aveva dato la possibilità di guidare il pulmino delle nazionali presenti al torneo e tra queste c’era anche l’Italia”.

“Ho detto alle ragazze – ha proseguito Mazzanti – che diventare migliori al mondo è solo la conseguenza di essere le migliori al mondo. Questa era la cosa che ci doveva accompagnare ogni giorno. Quindi ho chiesto alle ragazze di impegnarsi ad essere ogni giorno le migliori al mondo. Ci siamo andati vicino e questa idea deve restare intatta”. “A casa con mia moglie Serena – ha sottolineato Mazzanti a Tv2000 – siamo bravi a staccarci dal lavoro. Ci viene in automatico. In molti non credono che noi non parliamo di pallavolo dentro casa ma per noi è una cosa vitale”.

“Vengo dall’Azione Cattolica – ha concluso Mazzanti ai microfoni di Tv2000 – e tutto quello che ho vissuto e metabolizzato lo porto in palestra. Il mio credo è in linea con lo sport. La cosa più importante è mettersi in sfida. La professione che ho scelto è l’allenatore e tutto quello che ho sempre imparato dalle persone è il mettersi in discussione. La prossima sfida è essere sicuramente migliori al mondo e non significa vincere l’oro ma lavorare ogni giorno e fare qualcosa in più rispetto al giorno prima. Diventare campioni del mondo è solo una conseguenza di come hai vissuto la tua vita ogni giorno”.


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