Khashoggi, i 15 del commando killer  

Scritto da il 22 ottobre 2018

Khashoggi, i 15 del commando killer

(Foto Afp)

Pubblicato il: 23/10/2018 13:21

Jamal Khashoggi visita il consolato saudita a Instanbul, Turchia, il 2 ottobre. Lo stesso giorno 15 sauditi arrivano all’aeroporto Ataturk. Ci sarebbero loro dietro la morte del giornalista saudita, un vero e proprio commando di cui si conoscono nomi, cognomi, volti, incarichi e spostamenti.

Maher Abdulaziz M. Mutreb, 47 anni, membro della sicurezza della Guardia reale, vicinissimo al principe ereditario Mohammed bin Salman sarebbe il leader del commando. In un documento britannico del 2007 compare un uomo con lo stesso nome che lavora come diplomatico a Londra. Le autorità turche ritengono che il cadavere di Khashoggi, fatto a pezzi, sia stato trasportato fuori dalla Turchia proprio da Mutrib che avrebbe portato con sé il corpo del giornalista smembrato in una grande borsa. Il 47enne, che ha accompagnato spesso Mohammed bin Salman nei suoi viaggi all’estero, ha lasciato la Turchia il 2 ottobre, giorno della morte di Khashoggi, partendo alle 18.20 a bordo di un jet privato. I suoi bagagli, spiegano le fonti, non hanno passato il check in in quanto Mutrib, che ha un passaporto diplomatico, ha attraversato la sala vip dell’aeroporto internazionale Ataturk di Istanbul. I controlli non sono stati effettuati neanche sull’aereo in quanto il velivolo è partito prima della denuncia della scomparsa del giornalista.

Dogu Perincek, leader del partito di opposizione turco Rodina, in dichiarazioni rilanciate da Haberler, sostiene però che parti del corpo martoriato dell’editorialista del Washington Post siano state rinvenute in un pozzo nel giardino del consolato.

Tra i 15 c’è il medico legale Salah Muhammed A. Tubaigy. Il 47enne, che ricopre una posizione di primo piano nel ministero degli Interni saudita, sarebbe arrivato in Turchia qualche ora prima che il giornalista scomparisse e con sé avrebbe portato una sega per ossa. Secondo la Abc il medico ha trascorso tre mesi, dal giugno 2015, al Victorian Insititute of Forensic Medicine di Melbourne, per un corso a spese del governo saudita. Qui – hanno confermato il direttore dell’Istituto, Noel Woodford, e il suo predecessore Stephen Cordner – ha detto di essere interessato a studiare le tecniche di identificazione delle vittime di disastri, affermando di essere responsabile della supervisione del pellegrinaggio annuale alla Mecca Hajj, ma non ha effettuato autopsie.

Meshal Saad M. Albostani, 31 anni. Una pagina Facebook cancellata di recente lo identifica come luogotenente delle Forze aeree saudite. “Morto in un incidente stradale sospetto” a Riad, scrive il quotidiano turco Yeni Safak, sarebbe stato messo a tacere. Albostani, il cui ruolo nel caso Khashoggi non è chiaro, è arrivato in Turchia all’1:45 del mattino (00:45 in Italia) del giorno della sparizione di Khashoggi. Ha soggiornato al Wyndham Grand Hotel e ha lasciato il Paese alle 21:46 (le 20:46) dello stesso giorno su un jet privato.

Naif Hassan S. Alarifi, 32 anni. Su una pagina Facebook recentemente cancellata di un uomo con lo stesso nome mostrava foto di lui in uniforme con le insegne delle Forze speciali saudite: sarebbe un ufficiale dell’Aeronautica saudita.

Mohammed Saad H. Alzahrani, 30 anni, apparterrebbe alla Royal Guard: sarebbe una guardia del corpo del principe ereditario Salman. Un’altra guardia del corpo di Mbs sarebbe Thaar Ghaleb Alharb, classe 1979.

Mansour Othman M. Abahussain, 46 anni, in un articolo in arabo del 2014 viene nominato come Tenente colonnello dell’Esercito saudita.


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