Dj Fabo, Consulta rinvia: “Intervenga il Parlamento”  

Scritto da il 23 ottobre 2018

Dj Fabo, Consulta rinvia: Intervenga il Parlamento

Dj Fabo

Pubblicato il: 24/10/2018 19:13

La Consulta rinvia la decisione sul caso Dj Fabo-Cappato. Nella Camera di consiglio di oggi sulla vicenda del 40enne cieco e tetraplegico che nel febbraio del 2017 ha fatto ricorso al suicidio assistito in Svizzera accompagnato dal tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni Marco Cappato, la Corte costituzionale ha rilevato che “l’attuale assetto normativo concernente il fine vita lascia prive di adeguata tutela determinate situazioni costituzionalmente meritevoli di protezione e da bilanciare con altri beni costituzionalmente rilevanti”. Per consentire “in primo luogo al Parlamento di intervenire con un’appropriata disciplina”, la Corte ha deciso di rinviare la trattazione della questione di costituzionalità dell’articolo 580 del codice penale all’udienza del 24 settembre 2019.

“La Corte ha riconosciuto le nostre ragioni”, dice Marco Cappato, sottolineando che “il pronunciamento della Corte Costituzionale dà un anno di tempo al Parlamento per fare ciò che chiedevamo da 5 anni. E’ un risultato straordinario, arrivato grazie al coraggio di Fabiano Antoniani e alla fiducia che Carmen e Valeria mi hanno fatto per la mia azione di disobbedienza civile”. “E’ dunque di fatto un successo – un altro, dopo la vittoria sul biotestamento! – di Fabo e della nonviolenza, oltre che delle tante persone malate che, iniziando da Luca Coscioni e Piergiorgio Welby e finendo con Dominique Velati e Davide Trentini, in questi 15 anni hanno dato corpo alle proprie speranze di libertà. Ora – prosegue Cappato – il Parlamento ha la strada spianata per affrontare finalmente il tema, e per discutere la nostra proposta di legge di iniziativa popolare per l’eutanasia legale, come sta accadendo nel Parlamento spagnolo”.

“Ringrazio Filomena Gallo e gli altri avvocati – Francesco Di Paola, Vittorio Manes e Massimo Rossi insieme all’intero collegio giuridico con Irene Pellizzone, Stefano Bissaro, Gian Domenico Caiazza e Rocco Berardo – che mi hanno assistito per il loro prezioso lavoro, che non è stato vano e produrrà presto frutti di nuove libertà nel nostro Paese. La nostra azione continua, già da questo fine settimana. Per firmare e partecipare alla mobilitazione già nei prossimi giorni, tutte le informazioni sono su www.associazionelucacoscioni.it L’altro appuntamento – aggiunge il Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni e promotore della campagna EutanaSIA legale – sarà l’udienza del 12 novembre a Massa nei confronti di Mina Welby e miei per la morte di Davide Trentini. La nostra disobbedienza civile, condotta con Mina Welby e Gustavo Fraticelli, continua”.

Filomena Gallo invece ha parlato di una “decisione storica”. Secondo il segretario dell’Associazione Luca Coscioni “la Costituzione ha trionfato sulle istanze paternalistiche del codice penale fascista e sulla grave inerzia del legislatore, che nonostante le varie sollecitazioni, non si è mai determinato a regolare la materia del suicidio medicalmente assistito. La Corte costituzionale ha rilevato che l’attuale assetto normativo concernente il fine vita lascia prive di adeguata tutela determinate situazioni costituzionalmente meritevoli di protezione e da bilanciare con altri beni costituzionalmente rilevanti”. “Per consentire in primo luogo al Parlamento di intervenire con un’appropriata disciplina – aggiunge – la Corte ha deciso di rinviare la trattazione della questione di costituzionalità dell’articolo 580 codice penale all’udienza del 24 settembre 2019. Resta ovviamente sospeso il processo a quo. La relativa ordinanza sarà depositata a breve”.


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