Fire, riqualificazione energetica prioritaria per obiettivi Ue 2030  

Scritto da il 23 ottobre 2018

Fire, riqualificazione energetica prioritaria per obiettivi Ue 2030

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Pubblicato il: 24/10/2018 14:15

La riqualificazione energetica degli edifici è una priorità che riguarda politiche italiane ed europee, per ridurre i consumi energetici. La sfida? Puntare a edifici a consumi quasi zero (i cosiddetti Nzeb, nearly zero energy building) e a livelli di urbanizzazione e logistica efficienti in un’ottica di economia circolare. Le politiche europee al 2030 prevedono, infatti, un obiettivo di miglioramento dell’efficienza energetica al 32,5% e la necessità di ridurre le emissioni agendo anche su edifici e trasporti.

La riqualificazione spinta è onerosa e difficilmente perseguibile su larga scala senza condizioni adeguate, tra cui la disponibilità di progettisti e ditte qualificate per ristrutturazioni profonde, il superamento dell’attuale normativa sui vincoli architettonici (oltre 200mila edifici vincolati a livello nazionale), l’industrializzazione del settore delle ristrutturazioni e la disponibilità e stabilità di incentivi dedicati”, spiega Dario Di Santo, direttore Fire (Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia) in occasione della conferenza “Enermanagement civile”.

Sul fronte delle detrazioni fiscali, Amalia Martelli dell’Enea ha ricordato che la legge di Bilancio 2018 ha prorogato gli incentivi al 31 dicembre 2018; per interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali la Legge di Bilancio 2017 ha prorogato gli incentivi al 31 dicembre 2021. Nel periodo 2104-2017 sono stati attivati investimenti per più di 13 miliardi di euro, di cui circa 3,7 miliardi nel 2017 (dati Rapporto Annuale Enea 2018 sulle detrazioni fiscali).

“Purtroppo come ogni anno ci si ritrova a discutere in finanziaria del futuro dell’ecobonus. È difficile pensare di avviare il mercato delle ristrutturazioni spinte in questo modo – sottolinea Di Santo – per fortuna il settore pubblico si è attivato negli ultimi anni e si stanno realizzando interventi molto interessanti. Senza incentivi, comunque, il mercato non potrà decollare prima di una reale disponibilità di processi di riqualificazione industrializzati, che sono una priorità”.

Una prima considerazione emersa nel corso della conferenza Fire è che il settore pubblico appare più̀ semplice da riqualificare nel breve termine rispetto a quello privato, che ha bisogno invece degli incentivi statali per approdare a degli interventi di successo. La strada da percorrere, però, dovrebbe prevedere situazioni che non facciano solo riferimento agli strumenti di incentivazioni poiché instabili (come al conto termico). Le opportunità ci sono, basti pensare all’energy performance contract (EPC) o ai fondi europei.

Altro passo da fare è puntare sull’industrializzazione del settore delle costruzioni, che significa conseguire minori tempi di realizzazione degli interventi, maggiore qualità̀ e minori costi attraverso l’uso del Bim (Building Information Modeling, metodo per l’ottimizzazione della pianificazione, realizzazione e gestione di costruzioni tramite aiuto di un software) e di nuovi criteri di progettazione, nonché di componenti prefabbricati. A ciò si affianca la necessità di impiegare cantieri innovativi e pensati più̀ per la posa in opera che per demolizione e costruzione. Occorre inoltre monitorare le prestazioni effettive degli edifici ad alte prestazioni, per verificare che raggiungano quanto promesso e che lo facciano migliorando l’esperienza degli occupanti. Purtroppo sono poche le realtà in cui ciò è stato fatto.

Riqualificare gli edifici o costruirne di nuovi seguendo certi criteri non significa apportare benefici solo in termini di efficienza energetica ma anche per ciò che riguarda la sicurezza sismica, il comfort termico, la qualità dell’aria ed altro ancora. Tutto ciò aumenta la qualità degli aspetti economici legati all’edificio stesso.

Un progetto che si occupa proprio delle ricadute multiple dell’efficienza energetica è M-Benefits (in cui la Fire è coinvolta), che a partire dal 2019 metterà a disposizione delle imprese corsi di formazione e strumenti di analisi per la valutazione dei benefici non energetici.

Tra gi interventi al convegno, Rödl & Partner che ha fatto il punto sui processi autorizzativi e sulla normativa legata alla realizzazione di nuovi edifici e alla ristrutturazione; Regione Emilia-Romagna che ha illustrato i risultati relativi ai nuovi edifici costruiti sul territorio regionale negli ultimi anni, caratterizzati da prestazioni sempre ben superiori ai limiti di legge; DBA Progetti e Kerberos che hanno illustrato strumenti legati al settore della riqualificazione energetica; Edilclima, Asl Bologna, Fire e due Ege Secem su realizzazione e monitoraggio di edifici Nzeb e ad alte prestazioni.


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