Ciuoffo (Reg. Toscana), con manager si esce da dimensione familiare  

Scritto da il 24 ottobre 2018

Ciuoffo (Reg. Toscana): Con manager si esce da dimensione familiare

Pubblicato il: 25/10/2018 14:21

“Oggi è fondamentale mettere le imprese in rete perché utilizzino linguaggi comuni, collaborino e escano dalla dimensione familiare puntando sulle competenze, in primo luogo su quelle manageriali. Per innovare serve cambiare la cultura e mentalità e devono farlo insieme imprenditori, manager, professionisti e giovani, che sono il nostro futuro. Il manager è il fulcro di un sistema che, partendo dall’azienda, si deve allargare a tutto il territorio. La Regione sta investendo tutto su formazione continua, innovazione tecnologica e internazionalizzazione. Ma il sistema per creare sviluppo deve essere davvero coeso, dialogante e collaborativo. Da soli non si va più da nessuna parte”. Così Stefano Ciuoffo, assessore Attività produttive, credito, turismo e commercio della regione Toscana è intervenuto all’incontro ‘Innovazione e valorizzazione del territorio: coniugare nuove idee e antiche tradizioni’ organizzato ieri sera da Manageritalia Toscana presso l’auditorium Monte dei Paschi di Siena di Firenze.

In apertura, Riccardo Rapezzi, presidente dell’Associazione toscana dei manager, ha detto: “Noi affianchiamo i manager nelle quotidiane sfide professionali, ma portiamo anche il loro contributo al sistema per delineare le linee guida di uno sviluppo ad alto valore aggiunto del territorio. Questo il nostro e loro ruolo, anche fuori dalle aziende, in Regione”.

“La ricerca, la tecnologia, la scienza e quindi la conoscenza che viene sviluppata dall’Università -ha detto Andrea Arnone, pro-rettore al trasferimento tecnologico e ai rapporti col territorio e col mondo delle imprese dell’Università degli studi di Firenze- deve essere pervasiva sul territorio. Questa è da alcuni anni la terza mission dell’Università che si deve coniugare al meglio con formazione e didattica e ricerca che sono le prime due”.

“Un supporto fondamentale -ha aggiunto- per far sì che conoscenza e innovazione in connubio con tradizione e cultura siano messe a sistema per moltiplicare esponenzialmente il valore creato. Anche per noi, che da giovani li formiamo, i manager sono interlocutori privilegiati per dare forza e sostanza al nostro ruolo sul territorio”.

A seguire la presentazione dei casi vincenti di tre note imprese del territorio. Luigi Galimberti, fondatore e amministratore delegato di ‘Sfera agricola’ ha raccontato la nascita della prima serra idropinica d’Italia. Poi Massimiliano Valenti, chief financial officer de ‘La Marzocco’, ha ripercorso la storia quasi centenaria della macchina da caffè industriale che oggi invade il mondo grazie a qualità, performance, tradizione e innovazione.

A chiudere Nicola Antonelli, chef digital marketing manager di ‘LuisaViaRoma’, ha coinvolto tutti nell’avventura vincente della notissima boutique fiorentina che grazie al digitale compete e vende oggi in tutto il mondo. In tutte queste realtà tradizione e innovazione sono state un connubio vincente grazie a imprenditori illuminati che per fare il salto hanno aperto a manager esterni.

E poi una tavola rotonda, nella quale Mario Rapacini, professore di Gestione dell’innovazione all’Università di Firenze, insieme ai manager intervenuti in precedenza ha interagito con il pubblico e con i tantissimi giovani presenti sull’evoluzione del mondo del lavoro oggi e su come loro debbano esserne protagonisti. Per fare l’impresa di competere e creare valore e sviluppo per il territorio a livello globale. Perché, si è condiviso, per innovare serve mixare imprenditorialità e managerialità, vanno messi in campo pratiche e modelli di business e organizzativi aperti, bisogna sprigionare idee ed esaltare i talenti, quelli dei giovani e di tutti.

Chiudendo l’incontro il presidente nazionale di Manageritalia Guido Carella, con un breve ma partecipato saluto, ha spronato “i giovani a non farsi rubare il futuro da nessuno, ma a pretendere collaborazione da tutti per agire il loro ruolo “dirompente” e determinate del quale il nostro Paese ha tanto bisogno per innovare economia e società”.

A riprova che la Toscana ha tutto per fare l’impresa di crescere in quantità e qualità alcune considerazioni sull’innovazione in regione effettuate da AstraRicerche per Manageritalia sui più recenti dati Istat. Le imprese con attività innovative, considerando quelle con almeno 10 addetti, sono in regione nel 2016, ultimo dato disponibile, il 44,1% del totale (48,7% la media nazionale e 54,9% la Lombardia). Le imprese con attività innovative di prodotto/processo sono il 34,9% (38,1% e 42,8%) e la spesa per innovazione per addetto è di 6.700 euro (in Italia 7.800 euro la spesa, in Lombardia 7.300 euro la spesa).

La Toscana è al secondo posto per percentuale di imprese con accordi di cooperazione per l’innovazione su quelle che hanno innovato che sono il 18,4% in regione, il 13,6% a livello nazionale e il 15,6% in Lombardia. Passando all’innovazione sociale, quella che vede attori i cittadini, nel corso del 2017 il 58,5% dei toscani ha ordinato o comperato online contro il 53% degli italiani e il 56,4% dei lombardi. Il 45,4% usa i servizi bancari via internet (42,5% Italia e 50% Lombardia) e il 41,4% usa i servizi di pagamento per acquistare su internet (37,7% Italia e 41,6% Lombardia).


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