Riscaldamento, come risparmiare sulla bolletta  

Scritto da il 24 ottobre 2018

Riscaldamento, come risparmiare sulla bolletta

Immagine d’archivio (FOTOGRAMMA)

Pubblicato il: 25/10/2018 15:42

Maltempo in arrivo per l’inizio di novembre. L’autunno – dopo un ottobre che ha sorpreso con le sue temperature anche sopra i 20 gradi – comincia a rifarsi con gli interessi e sembra non essere intenzionato a mollare la presa. Maltempo a parte, tra qualche giorno sarà comunque normale avere basse temperature e, con il freddo, arriva anche il periodo dell’accensione degli impianti di riscaldamento, secondo le regole definite per legge.

Dal punto di vista ‘energetico’, l’Italia è suddivisa in sei zone climatiche in funzione dei gradi del giorno (clima medio di un comune indipendentemente dal luogo geografico) che si identificano in ‘Zona A’ con meno di 600 Gradi Giorno; ‘B’ tra 600 e 900; ‘C’ tra 901-1.400; ‘D’ tra 1.401-2.100; ‘E’ tra 2.101-3.000; ‘F’ sopra i 3.000.

Per rendere più efficienti gli impianti di riscaldamento ed essere in regola con le norme, l’Agenzia Nazionale per l’Efficienza Energetica dell’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) ha stilato 10 regole per tutti i cittadini che vogliono migliorare il comfort a casa e risparmiare in bolletta (LEGGI).

1 – Manutenzione impianti. “È la regola numero uno – si legge nel decalogo ENEA – sia per motivi di sicurezza sia per evitare sanzioni: un impianto ben regolato consuma e inquina meno. Chi non effettua la manutenzione del proprio impianto rischia una multa a partire da 500 euro (DPR 74/2013)”.



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– Temperatura ambienti. “Scaldare troppo la casa fa male alla salute e alle tasche: la normativa consente una temperatura fino a 22 gradi, ma 19 gradi sono più che sufficienti a garantire il comfort necessario. Inoltre, per ogni grado abbassato si risparmia dal 5 al 10% sui consumi di combustibile”.

3 – Ore di accensione. “Il tempo massimo di accensione giornaliero è indicato per legge e cambia a seconda delle 6 zone climatiche in cui è suddivisa l’Italia. Ad esempio, per i comuni in fascia ‘E’, Nord Italia e Appennino, gli impianti possono essere accesi dal 15 ottobre al 15 aprile, fino a un massimo di 14 ore al giorno; per i comuni in fascia B, Sud Italia e isole, gli impianti possono essere accesi dal 1° dicembre al 31 marzo, per un massimo di 8 ore giornaliere”.

4 – Pannelli riflettenti tra muro e termosifone. “È una soluzione semplice, ma molto efficace per ridurre le dispersioni di calore”.

5 – Schermare le finestre durante la notte. “Chiudendo persiane e tapparelle o mettendo tende pesanti si riducono le dispersioni di calore verso l’esterno”.

6 – Ostacoli davanti e sopra i termosifoni. “Collocare tende o mobili davanti ai termosifoni o usare i radiatori come asciuga biancheria, ostacola la diffusione del calore verso l’ambiente ed è fonte di sprechi. Attenzione, inoltre, a non lasciare troppo a lungo le finestre aperte: per rinnovare l’aria in una stanza bastano pochi minuti e si evitano inutili dispersioni di calore”.

7 – Check up casa. “Chiedere a un tecnico di fare una diagnosi energetica dell’edificio è il primo passo da fare per valutare lo stato dell’isolamento termico di pareti e finestre e l’efficienza degli impianti di climatizzazione. La diagnosi suggerirà gli interventi da realizzare valutandone il rapporto costi-benefici. Oltre ad abbattere i costi per il riscaldamento anche fino al 40%, gli interventi diventano ulteriormente convenienti se si usufruisce delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici (cosidetto Ecobonus) che consente di detrarre dalle imposte IRPEF o IRES dal 50 all’85% delle spese sostenute a seconda della complessità dell’intervento”.

8 – Impianti innovativi. “Per legge dal 2015, tranne poche eccezioni, si possono installare solo caldaie a condensazione. E’ opportuno valutare la possibilità di sostituire il vecchio generatore di calore con uno a condensazione o con una pompa di calore ad alta efficienza o con un generatore a biomassa oppure con un sistema ibrido, compost o da una caldaia a condensazione e da una pompa di calore e, ove possibile, integrare questi impianti con collettori solari termici e/o impianti fotovoltaici. Anche questi interventi si possono realizzare usufruendo dell’Ecobonus e – limitatamente agli impianti fotovoltaici – delle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie”.

9 – Soluzioni tecnologiche innovative. “Anche la domotica aiuta a risparmiare. Cronotermostati e rilevatori di presenza elettronici consentono di regolare anche a distanza la temperatura degli ambienti e il tempo di accensione degli impianti di riscaldamento, in modo da mantenerli in funzione solo al bisogno. Anche questo intervento può fruire dell’Ecobonus”.

10 – Valvole termostatiche. “Queste apparecchiature servono a regolare il flusso dell’acqua calda nei termosifoni, consentendo di non superare la temperatura impostata per il riscaldamento degli ambienti. Obbligatorie per legge nei condomini, le valvole termostatiche permettono di ridurre i consumi fino al 20%. La loro installazione è opportuna quando si installa una caldaia a condensazione e diventa obbligatoria se si usufruisce dell’Ecobonus”.


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