“Selvaggi e bestie”, rabbia social per Desirée  

Scritto da il 24 ottobre 2018

Selvaggi e bestie, rabbia social per Desirée

(Fotogramma/Ipa)

Pubblicato il: 25/10/2018 13:27

C’è chi si scaglia contro “un gruppo di selvaggi immigrati” o contro “quelle fogne dei centri sociali di Roma, ricettacolo di gioventù derelitta”, chi si augura che “Salvini rimandi tutti gli immigrati con precedenti al loro Paese…non se ne può più” e chi chiede “una giustizia veloce e seria” a prescindere da “colore della pelle, religione e nazionalità”. Il popolo del web si spacca sul caso di Desirée Mariottini, la 16enne trovata morta, dopo essere stata drogata e stuprata, nella notte tra giovedì e venerdì scorsi in uno stabile abbandonato a via dei Lucani, nel quartiere San Lorenzo a Roma. Una vicenda che, anche per il presunto coinvolgimento di migranti irregolari nel delitto, ha suscitato in poche ore l’indignazione generale, aprendo un dibattito in rete su temi delicati come quelli dell’immigrazione, della violenza sulle donne e del degrado delle periferie della Capitale.

Sono tanti gli utenti che, cavalcando l’onda anti-migranti, attribuiscono la colpa della morte di Desirée, di volta in volta, all'”immigrazione incontrollata, senza regole”, ai “politici che hanno permesso l’arrivo illegale di queste bestie”, ai “fautori dell’accoglienza” che “dovrebbero” sentirsi “un peso sulla coscienza” e a chi ha fatto “entrare centinaia di migliaia di giovani maschi africani” esponendo “le nostre donne a rischi terribili”. E ancora, i detrattori del web se la prendono con “quei tossici” dei centri “asociali” perché “difendono degli irregolari” e “contestano un ministro (Salvini, ndr) che sta lavorando per lottare contro l’immigrazione incontrollata e l’illegalità” e con i “buonisti” in quanto fautori delle politiche dell’accoglienza, citando tra gli altri Saviano, Boldrini e l’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano.

Ai commenti al vetriolo contro i migranti – definiti da qualcuno anche “venditori di morte lasciati liberi e impuniti, bestie senza rispetto per la vita” – fanno da contraltare i messaggi di coloro che chiedono giustizia sottolineando che “la violenza non ha colore“. A partire da chi sostiene che “la verità è che questa ragazzina è stata brutalmente uccisa da dei mostri, il colore della pelle non ha importanza”. E ancora, c’è chi ribadisce che “non è una questione di razza, colore o nazionalità ma di giustizia” per “Desirée” e “tutte quelle donne che ogni giorno vengono discriminate, picchiate o abusate” e chi commenta senza freni: “Non me ne frega niente che sono senegalesi o immigrati clandestini…Per me sono delle mer…senza umanità come qualsiasi persona, italiana e non, che commette una roba del genere”.

Ma la rabbia social non risparmia nemmeno le istituzioni politiche, passate e presenti, giudicate colpevoli del degrado della Capitale e soprattutto del quartiere dove Desirée è stata trovata morta. “La sindaca di Roma deve assumersi le sue responsabilità politiche”, tuona qualcuno, “Facile scaricare la colpa sulla Raggi”, ribatte un altro, sottolineando che “San Lorenzo è sempre stato un quartiere famoso per lo spaccio a cielo aperto, un quartiere non proprio sicuro dove è meglio che una ragazza non ci giri da sola di sera. Ma so questo da 10 anni…10!!! di PD e PDL”. Secondo un utente “quello che è successo a #Desiree è straziante ma non poteva che succedere prima o poi. Per chi vive San Lorenzo ogni giorno sa di cosa parlo!” mentre per un altro, più allarmista, “a Roma devi aver paura pure di camminare in una strada poco trafficata alle 14 del pomeriggio!!!”

A nulla quindi sembrano valere gli appelli delle associazioni femministe a non fare “propaganda sul corpo delle donne”. La vicenda di Desirée diventa un pretesto per parlare anche di “degrado sociale” associato al suo contesto familiare nonché un emblema dell'”ipocrisia” della società italiana in quanto, secondo qualcuno, “se Desirée fosse stata massacrata da dei poliziotti italiani” sarebbe stata etichettata come “una tossica di m…” proprio come Stefano Cucchi. Ma c’è anche chi, nel marasma del web, forse interpretando il pensiero di molti, cerca di mettere fine ad ogni discussione sterile senza giri di parole: “Polemiche, strumentalizzazioni, banalità …. quando l’unica cosa che ci vorrebbe è la mano pesante con i colpevoli… amen”.


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