Spari in sinagoga a Pittsburgh, 8 morti  

Scritto da il 26 ottobre 2018

Spari in sinagoga a Pittsburgh, 8 morti Killer: Ebrei dovete morire

(Xinhua)

Pubblicato il: 27/10/2018 17:09

Ha sparato sulla folla nella sinagoga ‘Tree of Life Congregation’ di Squirrell Hill a Pittsburgh negli Stati Uniti. Secondo i media locali ci sarebbero otto morti e diversi feriti.

L’assalitore, descritto come un “uomo bianco pesantemente armato”, che è entrato nella sinagoga gridando ‘Tutti gli ebrei devono morire’, si è arreso e ora è in stato di fermo. L’uomo ha sparato anche contro gli agenti, ferendone tre, intervenuti dopo l’allarme lanciato intorno alle dieci di questa mattina (le quattro del pomeriggio in Italia).

La polizia ha sigillato la zona intorno alla sinagoga, compresa l’università Carnegie Mellon, che si trova a tre chilometri di distanza dal luogo della sparatoria. Agli studenti sono stati inviati sms in cui si chiede loro di rimanere all’interno degli edifici del campus.

“Sto seguendo gli eventi in corso – ha twittato il presidente americano Donald Trump -. Forze di sicurezza sul posto. Le persone dell’area di Squirrell Hill dovrebbero rimanere al chiuso. Sembra ci siano diverse vittime. Dio benedica tutti”.

La sinagoga teatro della sparatoria appartiene all’Albero della vita, storica congregazione ebraica del movimento conservatore, fondata in questa città nel 1846. Originariamente, riferisce il quotidiano israeliano Haaretz, la sinagoga si trovava in un edificio nel centro di Pittsburgh. Nel 1946 è stata costruita una nuova sinagoga, con una pietra angolare proveniente da Israele, su un terreno donato da un benefattore nella zona residenziale di Squirrel Hill. La nostra è una comunità molto unita”, ha detto alla Cnn Fred Rabner, un membro della congregazione, aggiungendo che tutti si stanno chiamando al telefono per sapere se le persone care sono in salvo. “Tutti sono molto scossi, è semplicemente terribile”, ha aggiunto. Squirrel Hill è un quartiere di Pittsburgh storicamente abitato dalla comunità ebraica.

“Come la maggior parte delle istituzioni religiose, la nostra porta era aperta”. A dirlo ell’emittente Kdka, ancora molto scosso, è Michael Eisenberg, ex presidente della sinagoga. In un giorno come questo, in cui si celebra lo shabbat, “la porta è aperta, c’è il servizio religioso, si può entrare liberamente, solo nei giorni delle festività più importanti c’è un servizio di sicurezza”, ha aggiunto. I dirigenti della sinagoga avevano ricevuto un addestramento per situazioni di emergenza e, su consiglio delle forze di sicurezza, avevano installato sulle porte meccanismi di apertura per facilitare l’uscita.


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