Tap, il gasdotto che divide  

Scritto da il 26 ottobre 2018

Tap, il gasdotto che divide

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Pubblicato il: 27/10/2018 08:58

“Una strada senza via di uscita”. Sono le parole usate dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte che, dopo aver ricevuto il rapporto del ministero dell’Ambiente, conferma la legittimità del progetto per la realizzazione della Tap. Da un’analisi dei costi-benefici, studiando anche i documenti delle autorità locali, è emerso che un’interruzione dell’opera comporterebbe costi insostenibili, “pari a decine di miliardi di euro”.

Lo stesso ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, nella nota in cui annuncia l’invio della relazione al premier, sottolinea come “anche nei punti contestati” del progetto “non sono emersi profili di illegittimità”. E la decisione gela la componente 5S al governo, componente per la quale il blocco dell’opera in Puglia era stata bandiera della campagna elettorale.

DI MAIO – Il vicepremier Luigi Di Maio cerca di placare gli animi: “Ci sono fino a 20 miliardi di euro di penali da pagare, cioè più del reddito di cittadinanza e di quota cento insieme”. Ma “non abbasseremo la guardia” sottolinea, riferendosi al ‘Trans adriatic pipeline’ (TAP), gasdotto di 4mila chilometri per importare il metano dall’Azerbaijan.

Attraversando Georgia, Turchia, Grecia e l’Adriatico, arrivando a San Foca di Melendugno, in Salento, l’infrastruttura energetica dovrebbe riversare nelle reti nazionali 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno (che potrebbero raddoppiare in seguito), pari al fabbisogno energetico di circa 7 milioni di famiglie.

SALVINI – Esulta per il via libera all’opera l’altro vicepremier, Matteo Salvini: ”Avere l’energia che costerà meno a famiglie e imprese è fondamentale, quindi avanti coi lavori”. Ma intanto, sui cellulari dei parlamentari 5S, uno degli sms che rimbalza è “vendiamo l’anima alla Lega”.

Fonti di governo del Movimento hanno spiegato all’AdnKronos che tutti i ministri pentastellati hanno dato il proprio contributo per approfondire il dossier Tap. Ma alla fine, a causa delle penali salatissime, è arrivato il via libera all’opera che divide le due anime dell’esecutivo.


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