Chi è Bolsonaro, il nuovo presidente del Brasile  

Scritto da il 28 ottobre 2018

Chi è Bolsonaro, il nuovo presidente del Brasile

Bolsonaro con la moglie Michelle (Afp)

Pubblicato il: 29/10/2018 09:28

Jair Bolsonaro è il nuovo presidente del Brasile. Populista di estrema destra, ha avuto la meglio, con il 55,2% dei voti, su Fernando Haddad del Partito dei lavoratori grazie ad una retorica nazionalista, provocatoria, violenta e incendiaria con la quale ha promesso di fare piazza pulita di delinquenti e corrotti. Una retorica che si ispira al presidente americano Donald Trump ma anche a quello filippino Rodrigo Duterte. Bolsonaro del piccolo partito Social-liberale fa di secondo nome “Messias” e una importante fetta dell’elettorato lo considera un salvatore della patria, mentre l’altra parte del Paese lo detesta. L’attentato subìto il 6 settembre, quando è stato accoltellato da uno squilibrato, non ha fatto altro che rafforzare la sua popolarità.

Nato 63 anni fa a Glicerio, nello stato brasiliano di San Paolo, Bolsonaro è figlio di genitori di origine italiana. Giunto al terzo matrimonio, è padre di cinque figli. Ex capitano dell’esercito, siede come deputato al parlamento brasiliano sin dal 1991, dove ha cambiato nove partiti, tutte piccole formazioni fuori dalle grandi alleanze di potere che hanno governato il Paese. Su questa base si è costruito un personaggio di politico ‘pulito’ lontano dalle élite corrotte. Ma la sua fama è legata soprattutto alla retorica aggressiva di estrema destra, con dichiarazioni choc di stampo omofobo, razzista e misogino.

Nel 2008 non ha esitato a dire che “l’errore della dittatura militare è stato quello di torturare e non uccidere” gli oppositori, mentre un’altra volta ha liquidato una deputata di sinistra dicendo che era così “brutta” da “non meritare di essere violentata”. Quando ha approvato la destituzione della presidente Dilma Rousseff, ha dichiarato in aula di dedicare il suo voto al soldato che la torturò quando era una giovane guerrigliera. Nell’aprile 2017 ha detto che gli afro-brasiliani “non servono neanche a procreare”.

Attivissimo sui social, Bolsonaro più che difendere un programma politico ha costruito un personaggio che suscita reazioni viscerali spaccando il Paese. Sostenitore del libero mercato, presenta come sua principale proposta la liberalizzazione del possesso di armi per permettere ai cittadini di difendersi dalla criminalità.

Gravemente ferito durante l’aggressione del 6 settembre, ha trasformato la sua convalescenza in un teatro mediatico a colpi di tweet, immagini della sua degenza sui social, dirette su Facebook e Youtube. Efficace nei comizi e sui social, dove non c’è contraddittorio, Bolsonaro è più in difficoltà nei dibattiti. Ma la sua convalescenza gli ha permesso di evitare il tradizionale dibattito televisivo con Haddad.

Bolsonaro ha il sostegno degli imprenditori e dei latifondisti, che apprezzano il suo orientamento liberista e la promessa di abolire il ministero dell’Ambiente, uscire dagli accordi sul clima di Parigi e lasciar mano libera allo sfruttamento economico delle zone protette dell’Amazzonia. Ma il candidato populista piace anche al ceto medio-basso impoverito dalla crisi economica e preoccupato dagli alti tassi di criminalità, in un elettorato religioso e conservatore che rifiuta il matrimonio omosessuale e l’aborto, anche sull’onda della crescente influenza delle chiese evangeliche.

Hanno giocato a suo favore poi le paure del ‘comunismo’ di fronte al disastro della crisi venezuelana. Bolsonaro è riuscito a conquistare anche gran parte dell’elettorato conservatore moderato che guardava alla destra tradizionale, screditata dalle inchieste di corruzione che hanno colpito i principali partiti.


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