Aggressione Bettarini, chiesti 10 anni per imputati 

Scritto da il 29 ottobre 2018

Aggressione Bettarini, chiesti 10 anni per imputati

Pubblicato il: 30/10/2018 19:27

Condanna a dieci anni di carcere ciascuno per i quattro imputati – Davide Caddeo, Alessandro Ferzoco, Andi Arapi e Albano Jakei – accusati del tentato omicidio aggravato di Niccolò Bettarini, il figlio dell’ex calciatore Stefano Bettarini e della conduttrice tv Simona Ventura, aggredito lo scorso 1 luglio a coltellate davanti a una discoteca milanese. E’ la richiesta pronunciata dal pm di Milano Elio Ramondini nel corso del processo con rito abbreviato “condizionato alla sola acquisizione della cartella clinica” del 19enne.

Nell’udienza a porte chiuse, l’accusa ha chiesto la “condanna a 15 anni ridotta a 10 anni visto il rito”. Ha sostenuto la “piena responsabilità” degli imputati che hanno messo in atto un'”aggressione brutale” chiedendo l’applicazione delle aggravanti e sottolineando che sono ancora in corso le indagini per la ricerca di altri responsabili. Due dei quattro imputati hanno presentato delle dichiarazioni scritte, ma nessun cenno di scuse.

“Niccoló Bettarini è risultato positivo all’uso degli stupefacenti ma è irrilevante” ai fini dell’aggressione che lo ha visto vittima, sostiene il rappresentante della pubblica accusa. Se le difese utilizzeranno questo elemento a loro favore, ipotizzando un atteggiamento provocatorio da parte della vittima tale da far venir meno l’aggravante dei ‘motivi abietti e futili’, per il pm si potrebbe prefigurare un ulteriore addebito per aver approfittato della condizione del 19enne.

Il suo legale, Alessandra Calabro’, sostiene che siano stati “morfina e fentanest” somministrati durante il primo soccorso in ospedale a farlo risultare positivo all’uso di stupefacenti. “I medici dell’Areu, Soccorso Sanitario 118, hanno somministrato morfina e fentanest, sostanze oppioidi per il controllo del dolore. A questo – spiega in una nota – è dovuto la positività della ricerca degli oppioidi nelle urine che è stata effettuata in ospedale. Farmaci e non droghe. La ricerca della cocaina è risultata negativa”.

Anche se non ammesso l’esame in aula, il giovane calciatore ha deciso di essere presente. Tra lui e gli imputati ci sono stati sguardi poco amichevoli. “Ho provato solo tanta rabbia quando li ho visti, ma parleremo a fine partita perché prima non si parla. Abbiamo molta fiducia nella giustizia, ci crediamo fino alla fine”, il commento di Niccolò. “Siamo soddisfatti della richiesta del pm – spiega il difensore Alessandra Calabrò – che, vista la brutalità dell’aggressione, ha deciso di chiedere una pena elevata, di non partire dal minimo”. La prossima udienza è fissata per il 29 novembre quando la parola passerà alle difese e alla parte civile.

Per il gip Stefania Pepe che aveva firmato l’ordinanza di custodia in carcere, Caddeo è accusato di aver materialmente sferrato le otto coltellate, mentre gli altri tre si erano “certamente” prefigurati che quel pestaggio e quei fendenti in “parti vitali” con una lama da 20 centimetri “avrebbero comunque potuto produrre conseguenze mortali”, anche in considerazione della “loro superiorità numerica e della violenza della loro azione”. A mettere in salvo Bettarini l’intervento di alcuni amici. Ricoverato all’ospedale Niguarda, il 19enne era stato dimesso dopo un intervento chirurgico alla mano destra il cui nervo era stato lesionato da una delle otto coltellate ricevute all’esterno della discoteca.


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