Filcams Lecce: “Da chiusura sale gioco legali problema occupazionale”  

Scritto da il 29 ottobre 2018

Filcams Lecce: Da chiusura sale gioco legali problema occupazionale

(Fotogramma)

Pubblicato il: 30/10/2018 12:18

“Il proibizionismo non è la cura, non risolve completamente il problema ma soprattutto ne provoca un altro: quello occupazionale”. Così all’AdnKronos Emanuele Sozzo, segretario della Filcams Cgil di Lecce, a proposito del rischio di chiusura in Puglia di molte sale per il gioco d’azzardo legale. Oggi, tra gli argomenti all’ordine del giorno del Consiglio regionale, è stata inserita la proposta del consigliere Ernesto Abaterusso che prevede una proroga dei termini temporali (cinque anni) entro i quali le aziende che gestiscono le sale gioco devono adeguarsi alle disposizioni della legge regionale contro il gioco d’azzardo patologico entrata in vigore nel 2013.

La legge stabilisce che le strutture debbano sorgere a una distanza minima di 500 metri da una serie di luoghi ritenuti sensibili proprio per prevenire e arginare la ludopatia. “Noi non siamo favorevoli al cosiddetto distanziometro”, rileva Sozzo. Il novero dei luoghi sensibili previsti dalla legge pugliese, fa notare, “è molto, troppo ampio”. Non solo le chiese ma “molte altre strutture come le palestre, i centri giovanili, le scuole” devono esser distanti almeno 500 metri.

“C’è di tutto”, evidenzia. Se questa proroga non dovesse essere approvata entro il 20 dicembre prossimo, molte aziende, questo l’allarme lanciato nei giorni scorsi dal mondo imprenditoriale e dalle sigle sindacali confederali, potrebbero chiudere. Si rischia la perdita, secondo una stima stilata dall’osservatorio Eurispes, di “poco meno di 9000 posti di lavoro”, con un calo “dell’80% dei punti di offerta del gioco”.

Per questa mattina Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno annunciato una manifestazione, davanti alla sede del Consiglio regionale pugliese in via Capruzzi a Bari, dei lavoratori che operano nel settore scommesse e gioco legale “per fornire un ulteriore contributo per chi dovrebbe tutelare tutti i cittadini pugliesi”.

“Noi chiediamo una proroga della scadenza del 20 dicembre prevista dalla legge regionale – questo l’appello di Sozzo – come è stato fatto anche da altre regioni, in attesa di una definizione migliore della legge”. Il sindacalista si riferisce alla necessità, da molti evidenziata, di una legge nazionale più chiara. La competenza sul gioco legale è una materia concorrente tra Stato e Regioni. A queste ultime sono delegati principalmente gli aspetti sanitari. Una proposta di legge organica da tempo giace sul tavolo della Conferenza Stato-Regioni. Occorrerebbe una regolamentazione organica con criteri uniformi su tutto il territorio italiano.

“Ogni regione– continua Sozzo – si è regolata a suo modo: la Puglia con la distanza di 500 metri dai luoghi sensibili” per poter aprire ed esercire una attività di gioco legale, “altre regioni hanno agito sugli orari di apertura e chiusura. La legge pugliese – afferma il sindacalista – danneggia anche quelle attività già aperte fino al 2013, un problema che nelle altre regioni è stato risolto. Le attività aperte fino al 2013, secondo me, non dovevano essere toccate”.

Ad ogni modo il ‘congelamento’ della legge pugliese sarebbe necessario “per poi ripassare la palla a livello nazionale – sostiene il sindacalista – per una discussione seria sul problema. Chiediamo questa proroga per non trovarci a fine anno con la sorpresa del licenziamento di molti lavoratori. Se la proroga non dovesse essere approvata entro il 20 dicembre le aziende dovranno spostarsi lontano dai luoghi sensibili. Avremmo delle ripercussioni – sottolinea Sozzo – a Lecce abbiamo una sala bingo di un certo livello e ci sono anche realtà piccole che rischiano di chiudere e che potrebbero non riaprire più. Sono parecchi in Puglia i posti di lavoro a rischio”.

Secondo Sozzo portare questo tipo di attività in zone periferiche “non sarebbe un bene, specie nei paesi piccoli. Si rischia un isolamento e una ghettizzazione. Se chiudono le attività legali – aggiunge – le macchine potrebbero essere vendute a chi gestisce il gioco clandestino. E’ un ragionamento che va oltre la malattia della ludopatia, è un problema di sicurezza. Ne abbiamo parlato con il questore e il prefetto di Lecce quando abbiamo fatto un ‘tavolo’ sul problema ma adesso a noi interessa la questione occupazionale”.

Senza considerare il tema rilevantissimo dei livelli del gioco d’azzardo sul Web che sta diventando preponderante. “Giustamente durante un recente incontro – conclude Sozzo – qualcuno sottolineava che chiunque, anche un ragazzo, può scommettere e giocare con il cellulare la domenica mattina, magari in chiesa “.


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