Fronda 5S, chi sono i ribelli   

Scritto da il 29 ottobre 2018

Fronda 5S, chi sono i ribelli

Alcuni dei ‘ribelli’ del Movimento Cinque Stelle. Da sinistra: Paola Nugnes, Gregorio De Falco ed Elena Fattori (Fotogramma)

Pubblicato il: 30/10/2018 15:22

C’è chi li chiama i ‘duri e puri’ del Movimento. Chi, dopo le ultime contestazioni, non ha esitato a definirli ‘gli agitatori’ delle acque a Cinque stelle. Sono i ribelli, gli ortodossi che lottano su più fronti. E’ folta la fronda dei dissidenti del M5S che da settimane sta manifestando il proprio malessere su alcuni dei dossier più spinosi del governo gialloverde e che vanno dal decreto fiscale al decreto sicurezza, passando per Tav e Tap.

Bocconi amari da digerire per chi mostra il proprio dissenso, nonostante ieri il capo politico del Movimento, Luigi Di Maio, abbia tentato di soffocare ogni tentativo di ribellione da parte dei suoi. “Nel nostro esercito alcuni stanno dando segni di cedimento – ha detto il leader pentastellato -. E visto che tra di noi siamo in famiglia è bene che queste cose ce le diciamo. Questi cedimenti non ce li possiamo permettere”. Gli ortodossi, però, non sembrano fare una piega. E soprattutto sembrano determinati a tenere il punto.

I CONTRARI AL DECRETO SALVINI – Come il generale Gregorio De Falco, che non intende fare dietrofront su alcuni degli emendamenti al decreto sicurezza, il testo fortemente voluto dalla Lega e dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Per me sono irrinunciabili”, ha spiegato più volte il senatore che spinge per modificare il vituperato decreto Salvini assieme ai colleghi Paola Nugnes , Matteo Mantero ed Elena Fattori. Ed è proprio quest’ultima che ieri, parlando di quanto stanno facendo i Cinquestelle al governo è arrivata a evocare i forconi. “Immaginate se in uno dei tanti comizi e convegni appena qualche mese fa avessi raccontato questo – ha scritto sull’Huffington Post – mi avrebbero preso per folle o per lo meno mi avrebbero rincorso con torce e forconi”.

I nervi sembrano davvero tesi. Tanto che stasera la stessa Fattori, assieme alla senatrice Paola Nugnes e a Mantero diserteranno l’assemblea congiunta convocata da Di Maio. “Siamo fuori tempo massimo – ha spiegato Nugnes all’Adnkronos – per parlare del decreto sicurezza e per cercare un modo di partecipare e collaborare”.

“Ci sarà molto da correggere sull’accoglienza” nel decreto Sicurezza “ho visto che stanno lavorando per migliorarlo ma la struttura rimane per il momento inaccettabile”, ha aggiunto Fattori a margine dei lavori della commissione Affari costituzionali di palazzo Madama. Fattori ha confermato di essere “in aperto dissenso con questo decreto che non ha nulla a che fare con il programma del Movimento Cinque Stelle”.

I RIBELLI SU TAV E TAP – Ad agitare la base dei Cinquestelle sono anche le decisioni del governo sulle grandi opere. Come la questione Tav, l’alta velocità Torino-Lione alla quale i grillini sono contrari. E poi il dietrofront sul Tap, il gasdotto che collegherà la Puglia con il Mar Caspio, che rischia di arroventare ulteriormente il clima tra i dissidenti. Contrari al gasdotto i senatori Lello Ciampolillo, Saverio De Bonis e la deputata Sara Cunial, del Movimento 5 Stelle che nei giorni scorsi hanno tuonato contro la decisione di Conte di andare avanti con i lavori. “Tacere significherebbe tradire il nostro mandato elettorale – ha scritto Cunial in un post su Fb – disattendere totalmente al nostro dovere di parlamentari della Repubblica Italiana e, non ultimo, non riuscire più a guardarci allo specchio”.

DECRETO FISCALE – E poi c’è il decreto fiscale, sul quale non si contano più i mal di pancia tra i grillini. Ad aprire le fila dei contrari la deputata del M5S, Carla Ruocco e il senatore grillino, Elio Lannutti che in una nota hanno chiesto la modifica del decreto. “Dovrà essere modificato – dicono in coro – rispettando i principi ispiratori del Movimento 5 Stelle”. Secondo i due parlamentari “molte delle disposizioni del provvedimento all’esame del Senato sono contrarie ai nostri valori”. Il M5S, ha fatto notare Ruocco via Twitter “da sempre si batte per un fisco equo, semplice, non vessatorio con gli onesti ed i piccoli contribuenti in difficoltà e, d’altro canto, duro ed intransigente nel contrasto alle pratiche evasive ed elusive soprattutto dei soggetti che reiterano condotte dannose per la società frodando l’erario. La ‘pace fiscale’ va modificata in base a questi principi che da sempre sono l’anima del nostro elettorato”.


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