Pil: Colomban, così l’esecutivo può far tacere i burocrati europei  

Scritto da il 4 novembre 2018

Colomban, così l'esecutivo può far tacere i burocrati europei

(Fotogramma)

Pubblicato il: 05/11/2018 16:31

Far crescere il pil e mettere a tacere i burocrati europei: il governo può farcela a patto che ora si metta mano a una politica in grado di liberare risorse e far ripartire le imprese. Massimo Colomban, fondatore di Permasteelisa non ha dubbi nell’indicare la rotta da seguire e gli strumenti che l’esecutivo ha facilmente a portata di mano.

Basterebbe ”snellire e semplificare il ginepraio di norme e codicilli sugli appalti pubblici” che impediscono a 150 miliardi di fondi disponibili negli enti locali di entrare in circolo. ”Un ginepraio -dice all’Adnkronos- creato inutilmente per evitare la corruzione; inutile oggi visto che abbiamo un decreto anticorruzione Daspo che, se rimane come ideato ed applicabile alla prima sentenza, bloccherà le corruzioni liberando ulteriori 50 miliardi sprecati annualmente da questo malcostume”. Ma non solo: ”Le decine di miliardi che si otterranno dall’esclusione dei ricchi e benestanti dalla socialità pubblica, dovrebbero essere investiti subito per la crescita economica, partendo magari dall’edilizia che pesa con l’indotto per il 20% sull’Economia, Economia che sta rallentando paurosamente con un Pil quasi fermo”.

E per evitare che la spesa pubblica vada fuori controllo, il governo dovrebbe ”perlomeno escludere dalle pensioni e socialità gratuite chi è ricco o benestante, come già avviene in diversi Paesi Ocse”. Si recupererebbero così ”facilmente decine di miliardi, da una spesa sociale altissima rispetto al Pil, la più alta al mondo! Sono 646 miliardi di spesa sociale, il 55% della spesa pubblica”.

Misure in questa direzione, secondo Colomban ”metterebbero a tacere sia i burocrati europei, ma soprattutto incentiverebbe gli investitori verso i nostri titoli, abbassando lo spread e rilanciando il credito alle imprese ed al consumo oggi necessario più che mai, visto il rallentamento dell’Economia mondiale”.

L’imprenditore che è anche fondatore e portavoce dell’associazione ReteSi.org per la rinascita dell’Italia si dice ”ottimista verso i nuovi governanti hanno fatto e stanno facendo una serie di misure anticorruzione e sociali indispensabili; hanno abbandonato una politica di austerità che ha favorito solo la grande finanza e politiche Germano-centriche, impoverendoci del 20% in dieci anni; ora spero che, contestualmente alle misure sociali, facciano quelle misure indispensabili al rilancio economico delle imprese e del paese, poiché il vero reddito e ricchezza dei cittadini arriva solo attraverso una economia sana, produttiva, di piena occupazione”.

Quanto ai provvedimenti varati secondo Colomban la Pace Fiscale è ”necessaria per sfoltire e snellire una marea di contenziosi che affliggono cittadini e soprattutto le imprese”. E la Flat Tax deve essere ”solo l’inizio di una semplificazione e soprattutto riduzione dai livelli asfissianti di tassazione degli ultimi dieci anni, riportandola a livelli degli altri Paesi Ocse nostri concorrenti. Questa pressione fiscale ha fatto morire oltre il 30% delle imprese, imprese che sono il motore, il volano, che genera il lavoro, il reddito dei cittadini, e quindi il Pil; imprese che andrebbero valorizzate e non denigrate o martoriate come avvenuto in passato”.

Bene anche la misura del reddito di cittadinanza: ”Permettere a tutti i cittadini di avere il minimo per vivere -sottolinea- è prioritario; i nostri cittadini indigenti dovrebbero venire prima dei milioni di immigrati che abbiamo fatto entrare, senza arte ne parte, molti di loro anziché lavorare delinquono. Li stiamo mantenendo a far nulla, con soldi dei cittadini, ad un costo mensile di oltre 1.000 euro cadauno: una assurdità incomprensibile”.

Mentre sulle pensioni Colomban ritiene che ”l’abbassamento dell’età pensionabile, soprattutto a chi non fa lavori usuranti o non ha famigliari a carico, è una misura in controtendenza rispetto a tutti i 35 Paesi Ocse, dove oramai l’età della Pensione si avvicina ai 65-67 anni, con una copertura che è inferiore al 50%, ma integrata da pensioni integrative assicurative o private”.


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