Scontro totale  

Scritto da il 5 novembre 2018

Scontro totale

(Fotogramma)

Pubblicato il: 06/11/2018 18:03

E’ scontro totale nella maggioranza, in vista del vertice previsto in tarda serata tra il premier Giuseppe Conte e i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini per sciogliere il nodo della prescrizione. Anche se, arrivando a Palazzo Madama, il leader del Carroccio mette in dubbio il summit: “Stasera io ho un vertice con rigatoni al ragù e Champions league“, avverte Salvini. “Io sento quotidianamente Conte e Di Maio, quindi non ho l’esigenza carnale di incontrarli ogni 24 ore. Esiste il telefono, quindi le cose si possono risolvere al telefono”, rimarca. Anche se si dice sicuro che “come abbiamo sempre fatto in questi mesi, insieme a Conte e Di Maio, troveremo la quadra, non litigheremo e così gli amici dei tg e dei giornali avranno altro di cui scrivere”.

Nonostante le rassicurazioni, la tensione resta comunque palpabile. Tanto che all’Adnkronos, vertici M5S assicurano: “Se non ci sarà lealtà sulla prescrizione, non ci sarà sul dl sicurezza”, ricordando che il decreto sicurezza deve passare ancora al vaglio della Camera. Salvo ripensamenti, il vertice dovrebbe tenersi subito attorno alle 21. Salta invece la riunione tra Di Maio, i ministri e i capigruppo M5S. “Ci aspetta una lunga nottata…”, ironizza qualcuno nei vertici grillini in vista delle prossime ore.

LE QUESTIONI SUL TAVOLO – All’ordine del giorno dovrebbe esserci non solo il nodo prescrizione ma anche il caso Asi, con la rimozione del presidente Battiston e, naturalmente, la legge di bilancio. Ma ambienti Cinque stelle assicurano che nulla è ancora in agenda. Di sicuro, il nodo prescrizione andrà risolto stasera, visto che domani alle 14, nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera si inizierà a votare gli emendamenti al ddl anticorruzione.

IL GIALLO DELLA FIDUCIA – Da giorni tra M5S e Lega va avanti un vero braccio di ferro. Al centro delle polemiche il nodo sulla riforma della prescrizione contenuta nel ddl anticorruzione e ormai legato al dl sicurezza. Per tutta la giornata di oggi si sono succeduti rinvii e sospensioni sul decreto, fino a quando il governo, per bocca del ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, ha posto la questione di fiducia al Senato sul maxi emendamento integralmente sostitutivo del decreto. Fiducia che ha generato ulteriori polemiche nell’opposizione. Al punto che è diventato un giallo il caso del Consiglio dei ministri che l’ha autorizzata. Nell’arco della giornata si sono rincorse voci persino su una riunione ad hoc del Cdm. Voci poi smentite, anche se la questione si è ingarbugliata al punto da sollevare le proteste del Pd a palazzo Madama. “Abbiamo chiesto esplicitamente al ministro Fraccaro – ha detto il capogruppo Andrea Marcucci – di dirci se e quando un Consiglio dei ministri ha autorizzato a porre la fiducia sul testo. Altrimenti dobbiamo pensare a un Cdm ‘fantasma’. E Fraccaro ha risposto semplicemente che non era tenuto a darci una risposta”. Per i 5S replica il capogruppo del MoVimento al Senato, Stefano Patuanelli, che parla di “atto endogovernatico” definendo “patetico” l’attacco di Marcucci.

SALVINI TIRA DRITTO – Dal canto suo, Salvini tira dritto e non dà troppo peso alle indiscrezioni secondo le quali la fiducia è stato un passo necessario per ricomporre i dissidi tra Lega e M5S sul dl Sicurezza. “Io bado alla sostanza e non alla forma – ha spiegato il leader del Carroccio, rispondendo a una domanda sulle ragioni che hanno spinto a mettere la fiducia sul provvedimento – non mi curo se si vota stasera o domani, se c’è la fiducia o meno. Mi interessa che diventi legge un pacchetto che da più potere ai sindaci, che si occupa di lotta alla droga, alla mafia, al racket, all’occupazione abusiva della case, che fa risparmiare un sacco di soldi sulla gestione dell’immigrazione. Io spero che ci sia un’opposizione che ci dia una mano”, ha concluso.

FALLE APERTE – Quel che è certo è che alla vigilia dell’approdo della manovra economica in Parlamento, nella maggioranza gialloverde si aprono molte falle. “Troppe mine vaganti pronte ad esplodere, urge un chiarimento tra i leader”, avverte un big del Carroccio, preoccupato dall’escalation dello scontro tra M5S-Lega. Convinti tutti della necessità di fare un tagliando al ‘contratto di governo’.


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