Salamella ‘a rischio’ con il ddl Bonafede 

Scritto da il 6 novembre 2018

Salamella 'a rischio' con il ddl Bonafede

Foto di repertorio (Fotogramma)

Pubblicato il: 07/11/2018 19:00

Salamella ‘a rischio’ con il ddl Bonafede. Le feste di partito, si sa, rappresentano per le forze politiche un’occasione per rimpinguare le proprie casse grazie ai proventi delle vendite di vivande e gadget, giustificati come contribuzioni volontarie dei militanti che affollano gli stand delle manifestazioni. Ma le nuove norme sulla trasparenza delle donazioni a partiti, associazioni e fondazioni politiche contenute nel disegno di legge ‘spazza-corrotti’ potrebbero “penalizzare la militanza”, complicando dal punto di vista burocratico la ‘gestione’ delle donazioni che arrivano dagli attivisti in occasione delle feste di partito.

A lanciare l’allarme è la Lega, che ha già sollevato forti perplessità su alcuni punti del disegno di legge presentato dal ministro M5S Alfonso Bonafede, come la norma sulla trasparenza delle donazioni che abbassa da 5mila a 500 euro la soglia sopra cui è obbligatorio fornire nomi e cognomi di chi ha dato i soldi.

Stando alle nuove disposizioni “io dovrei emettere uno scontrino personalizzato anche per chi compra il panino alle feste…”, spiega all’Adnkronos Igor Iezzi, capogruppo leghista in Commissione Affari Costituzionali. Il riferimento è alla norma che prevede l'”obbligo di rilasciare ricevuta” per i contributi sotto i 500 euro corrisposti in contanti nel corso di manifestazioni politiche, “per finalità di computo della complessiva entità dei contributi riscossi dal partito o movimento politico”.

Non solo. Nel mirino del Carroccio c’è la parte del disegno di legge voluto dal M5S che vieta di ricevere soldi “da persone fisiche maggiorenni non iscritte nelle liste elettorali o private del diritto di voto”. “Immaginatevi il caos di Pontida, con 50mila persone che girano per i banchetti… Come faccio a controllare quanti soldi mi mettono nel barattolo o se il donatore è in possesso o meno del diritto di voto?”, si chiede Iezzi.

Le perplessità della Lega non finiscono qui. A penalizzare la militanza, secondo il partito guidato da Matteo Salvini, sarebbe anche il comma dell’articolo 7 secondo cui l’entità delle “prestazioni gratuite” e l’identità di chi le elargisce, vanno quantificate e annotate “in apposito registro vidimato, custodito presso la sede legale del partito o movimento politico”, inserite nel rendiconto di esercizio e pubblicate “sul sito istituzionale del partito o movimento politico”.

“Quindi – osserva sempre Iezzi con l’Adnkronos – a fine anno dovremmo quantificare anche il valore della prestazione gratuita del vecchietto che tiene aperta la sede del partito ogni mercoledì…”. Un “eccesso di burocrazia”, che finirebbe per gettare i partiti “nelle mani delle lobby”, che così “diventerebbero l’unica fonte di finanziamento”, denuncia il deputato della Lega a proposito del tetto di “soli 500 euro” alle donazioni dei sostenitori.


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