Minniti: “Salvini come Hulk ma serve Uomo Ragno”  

Scritto da il 8 novembre 2018

Minniti: Salvini come Hulk ma serve Uomo Ragno

Immagine di repertorio (Fotogramma)

Pubblicato il: 09/11/2018 19:43

Parla di immigrazione e da ex ministro dell’Interno lancia qualche stoccata al nuovo. “Salvini ha fatto troppo l’elefante in cristalleria – dice Marco Minniti a Nemo su Rai2 -, ma se vogliamo essere forti nel Mediterraneo è più utile l’Uomo Ragno che Hulk”. Ripercorre, poi, quanto fatto, “sono fiero di averlo fatto con il mio governo”, sottolineando come “i flussi migratori” siano stati governati “con umanità e sicurezza, con un meno 80% degli sbarchi e i corridoi umanitari”. “Salvini ha sbagliato a non fare ancora i corridoi umanitari, che sono rimasti lì'”. Tocca poi il tema della vicenda Riace. “Mimmo Lucano ha avuto una eccellente intuizione, puntare sull’accoglienza diffusa, una cosa da difendere e tutelare”. “Noi abbiamo lavorato perché quel modello diventasse nazionale e sono preoccupato – avverte – perché quel modello rischia di essere cancellato”.

Passato ma anche futuro. “Una percentuale? 51 a 49 mi candido” ha detto Minniti. “Io lo vorrei dire con tutto il cuore, ma non ho deciso perché gatta frettolosa fa i gattini ciechi”. “La strategia del Pd non deve essere la strada più breve per tornare al governo, ma la strada per tornare a parlare con la società italiana”.”Quando dico che si è rotta la connessione sentimentale vuol dire che c’è un sentimento della società italiana che non si incontra con te, riconquistarlo è l’obiettivo -ha aggiunto l’ex ministro-. A un certo punto il canale di comunicazione del Pd con la società non ha funzionato, c’è stata una paratia. Il compito del Pd è rompere quella paratia”. “La sinistra deve essere in grado di rispondere a un sentimento profondo dei cittadini, deve liberarli dalle paure, stare vicino a chi prende l’autobus ogni giorno”, ha detto ancora l’ex ministro. Dire che la sicurezza è di destra “non è la verità”. “La sicurezza è un bene comune soprattutto per chi vive nelle periferie – conclude -, perché chi è ricco cambia casa e la sinistra deve stare vicino a chi non può cambiare casa”.


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