Referendum Atac, urne aperte a Roma  

Scritto da il 10 novembre 2018

Referendum Atac, urne aperte a Roma

Pubblicato il: 11/11/2018 09:13

Urne aperte a Roma fino alle 20 per il referendum consultivo sulla messa a gara del trasporto pubblico locale della Capitale. Sono circa 2,4 milioni i romani che potranno recarsi ai seggi. Il referendum è promosso dai Radicali. All’elettore verranno sottoposte due domande: una sull’affidamento dei servizi di trasporto tramite gare pubbliche e l’altra sulla possibilità di creare nuovi servizi di trasporto collettivo non di linea con app o a richiesta. L’elettore dovrà presentare un documento di identità e la propria tessera elettorale che però non sarà timbrata dagli scrutatori come avviene per le altre consultazioni elettorali. All’elettore saranno consegnate due schede di colore diverso, una per ciascun quesito. Si vota mettendo una croce sul sì o sul no. Lo spoglio inizierà alla chiusura delle urne. Ecco, si seguito, 5 cose da sapere sul referendum:

COSA SI VOTA – I cittadini romani sono chiamati a esprimersi sulla liberalizzazione del trasporto pubblico locale. Chi vota sì è a favore della messa a gara del servizio. Chi vota no intende invece mantenere lo status quo. Il referendum è di tipo consultivo: ciò significa che il parere di chi vota non è vincolante. Il referendum prevede inoltre un quorum del 33%.

QUANDO SI VOTA – Si vota oggi, 11 dicembre, dalle 8 alle 20.

DOVE SI VOTA – Si vota nei consueti seggi elettorali, muniti di documento di identità e tessera elettorale.

QUALI SONO I QUESITI – Due i quesiti che verranno posti ai romani. Il primo: “Volete voi che Roma Capitale affidi tutti i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e su rotaia mediante gare pubbliche, anche a una pluralità di gestori e garantendo forme di concorrenza comparativa, nel rispetto della disciplina vigente a tutela della salvaguardia e la ricollocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio?”. Il secondo quesito, invece, è il seguente: “Volete voi che Roma Capitale, fermi restando i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia comunque affidati, favorisca e promuova altresì l’esercizio di trasporti collettivi non di linea in ambito locale a imprese operanti in concorrenza?”

CHI PUO’ VOTARE – Possono votare tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune di Roma e i residenti all’estero che votano a Roma. Inoltre, possono partecipare al voto anche i cittadini non residenti a Roma purché si siano registrati entro il 31 dicembre 2017 e studino o svolgano la propria attività lavorativa nella Capitale.

LA POSIZIONE DEI PARTITI – Schierati a favore del sì, oltre i promotori Radicali italiani anche il Pd e Forza Italia. A dire no, invece, oltre alla sindaca Virginia Raggi e al M5S anche Mdp e Leu.

CHE SUCCEDE DOPO – Trattandosi di referendum consultivo, il risultato del voto non sarà vincolante. Se dovessero vincere i sì, il Comune non sarà obbligato a mettere a gara il servizio del trasporto pubblico romano. Certo è che se i romani voteranno in massa per il sì, l’amministrazione capitolina potrebbe prendere in considerazione la volontà dei cittadini e decidere di mettere a gara il servizio.


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