Il ribelle De Falco annuncia battaglia 

Scritto da il 12 novembre 2018

Il ribelle De Falco annuncia battaglia

(Fotogramma)

Pubblicato il: 13/11/2018 15:25

L’ipotesi sospensione? “Al momento non è stato avviato alcun procedimento” da parte dei probiviri e comunque “non c’è stata alcuna lesività nel mio agire”. Gregorio De Falco, uno dei 5 senatori ‘dissidenti’ 5 Stelle che non hanno votato la fiducia al governo sul decreto sicurezza, non ci sta e annuncia battaglia anche su un altro provvedimento del governo: quel decreto emergenze finito nel mirino del Partito democratico per la parte relativa al ‘condono’ di Ischia.

“Ho presentato un emendamento all’articolo 25 – dice De Falco all’Adnkronos – per sopprimere il comma secondo cui” per la definizione delle procedure di condono “trovano ‘esclusiva applicazione le disposizioni’ contenute nella legge 28 febbraio 1985” emanata durante il governo Craxi.

“Chiedo al governo di chiarire che non c’è alcuna deroga al principio ‘Tempus regit actum'” in base al quale ogni atto è regolato dalla legge del tempo in cui esso si verifica. Proposte di modifica all’articolo 25 sono arrivate anche da parte di altre due senatrici ‘ribelli’: Paola Nugnes e Virginia La Mura. De Falco ha inoltre sottoscritto (insieme ai colleghi 5 Stelle De Bonis, Fattori, Ciampolillo, Trentecoste, Granato, Marilotti, Ricciardi, Angrisani, Romagnoli e l’ex grillino Martelli) anche un emendamento soppressivo del ‘famigerato’ articolo 41 sulla gestione dei fanghi di depurazione.

Tornando alle possibili sanzioni che saranno comminate dai vertici 5 Stelle (ma “non ci sono ancora novità”, assicura all’Adnkronos un membro dei probiviri), De Falco aggiunge: “Ribadisco che non ho alcuna contezza che sia stato effettivamente avviato un procedimento disciplinare. Anzi, manca qualunque contestazione formale. Come faccio a difendermi da un’accusa che non è stata formalizzata? Insisto sulla circostanza che io non ho commesso alcuna violazione, non ho procurato alcun danno al Movimento o al governo, non c’è alcuna lesività nel mio agire. Ritengo di aver rappresentato soltanto, lecitamente, che” il decreto sicurezza “è dannoso per la società e la civiltà giuridica che essa ha raggiunto”.

Inoltre, rimarca l’ex capitano di fregata, “mi sembra lecito rifarsi, prima ancora che all’art. 67 della Costituzione, al comunicato n. 45 di Beppe Grillo del 2011” secondo cui “ogni eletto deve rispondere al programma e alla propria coscienza e ha la libertà di esprimersi liberamente in Parlamento, senza chiedere il permesso ad alcun capo bastone. Questo fa capire che io non sono in dissenso con il Movimento”.

Lo scenario – che starebbe prendendo quota nelle ultime ore – di una sospensione di uno o due mesi per i ‘dissidenti’ non turba la tranquillità di De Falco “Credo che sia una ipotesi irrealistica al momento”. E a chi gli fa notare che, da sospeso, non sarebbe tenuto a tagliarsi lo stipendio nel periodo oggetto della sanzione, il senatore ribatte tranchant: “Sono solo illazioni sull’ipotesi, è roba non merita alcun rilievo. Qui al Senato c’è tanto lavoro da fare…”.


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