La tassa di soggiorno in Italia e in Europa  

Scritto da il 12 novembre 2018

La tassa di soggiorno in Italia e in Europa

Pubblicato il: 13/11/2018 13:25

In collaborazione con Moving Up

Da alcuni anni numerose città e località turistiche italiane ed europee prevedono il pagamento di una tassa turistica per il pernottamento dei viaggiatori. Uno studio del motore di ricerca Liligo ha calcolato il costo medio della tassa di soggiorno nelle principali destinazioni turistiche in Italia e nel Vecchio Continente.

In Italia

La tassa turistica o di soggiorno fu introdotta per la prima volta nel nostro Paese più di un secolo fa, nel lontano 1910. Originariamente pensata soltanto per i centri termali e le stazioni balneari, l’imposta è stata abolita nel 1989, ma è stata reintrodotta a partire dal 2009 all’interno del nuovo federalismo fiscale italiano ed oggi è prevista in oltre 800 fra città e località turistiche della Penisola, il Paese europeo dove oggi è più diffusa e dove raggiunge gli importi più elevati. Con l’eccezione di Roma, è tuttavia previsto un tetto massimo per la tassa turistica italiana che non può superare i 5 € a notte a persona. Nel 2018 il gettito complessivo della tassa turistica in Italia ha superato il mezzo miliardo di euro.

Nell’Italia settentrionale il costo medio della tassa di soggiorno è di circa 1,80 € a notte e a persona: l’importo massimo (5 €) si registra a Milano, Torino, Venezia e i centri urbani più grandi, mentre più convenienti da questo punto di vista sono le località balneari e naturalistiche di grande richiamo turistico come Rimini (da 0,70 € a 3 €), Jesolo (da 1 a 4 €), Lago di Como (da 1 a 2,50 €) e Lago di Garda (da 0,50 a 2 €). Il Centro Italia è invece l’area italiana col costo medio più alto, circa 1,90 €, dovuto agli importi piuttosto alti delle città d’arte toscane Lucca (da 1 a 3 €), Siena (da 1,50 a 5 €), Firenze (da 2 a 5 €), ma soprattuto alle punte che si raggiungono a Roma (da 3 a 7 €), dove si registra la tassa turistica più cara d’Europa. All’opposto le destinazioni meridionali sono quelle che presentano tasse turistiche dai costi più contenuti: il costo medio della tassa di soggiorno nel Mezzogiorno d’Italia è infatti circa 1,70 €. Nelle aree urbane più grandi, come a Palermo, Olbia, Lecce e Catania, la tassa turistica non supera mai i 3 € e per trovare importi più alti bisogna spostarsi nelle località balneari più care come Taormina (da 1 a 5 €) o l’arcipelago delle Eolie (da 1 a 5 €).

Chi sono esentati dalla tassa di soggiorno?

L’esenzione dalla tassa turistica è prevista in Italia per le seguenti categorie di persone: bambini fino ai 10 anni di età (a volte anche fino ai 14 anni o alla maggiore età), malati, disabili ed eventuali accompagnatori, autisti e guide turistiche, residenti, personale della Polizia e delle Forze Armate, e i viaggiatori che pernottano negli ostelli della gioventù.

Nel resto d’Europa

Diffusa ormai in tutte le più importanti destinazioni turistiche del continente, la tassa turistica presenta tuttavia importi più bassi rispetto all’Italia. Gli importi sono particolarmente contenuti a Praga (0,58 € a notte, a persona) e a Lisbona (importo minimo di 1 €). Ad Amsterdam e nelle città di lingua tedesca la tassa di soggiorno è invece calcolata in base percentuale a seconda della categoria della struttura ricettiva in cui si pernotta: a Vienna rappresenta il 3,02% del costo totale dell’alloggio, mentre a Berlino, nelle principali metropoli tedesca e nella città olandese dei canali tale percentuale raggiunge il 5 %. A Parigi, fra le città più visitate al mondo, la tassa di soggiorno non supera i 4,40 a notte, importo massimo che si abbassa addirittura a 2,25 a Barcellona, mentre ben più care si presentano le località balneari spagnole ed anche quelle greche, dove la tassa turistica è stata introdotta soltanto quest’anno.


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