“Vento in poppa!”, Taverna scivola sui dati Istat  

Scritto da il 12 novembre 2018

Vento in poppa!, Taverna scivola sui dati Istat

Paola Taverna (Fotogramma)

Pubblicato il: 13/11/2018 15:29

“Il vento è in poppa!”. E’ una trionfante Paola Taverna quella che su Twitter ha commentato così l’arrivo di ieri dei dati Istat sul Pil. Al centro dell’interesse della vice presidente pentastellata in particolare quelli relativi al reddito di cittadinanza, che nelle previsioni dell’istituto di statistica potrebbe comportare un rialzo del Pil dello 0,2% rispetto allo scenario di base, e che potrebbe arrivare allo 0,3% “nel caso in cui si consideri l’impatto del reddito di cittadinanza come uno shock diretto sui consumi delle famiglie”. Dati che, per la vice presidente del Senato pentastellata, “ancora una volta ci danno ragione. Il reddito di cittadinanza – spiega Taverna – è necessario per la nostra crescita, si deve fare e lo faremo”.

Nell’interpretazione ottimistica della senatrice manca però un dato che sembrerebbe fondamentale: a fronte di un possibile rialzo stimato del Pil tra lo 0,2% e lo 0,3%, la spesa in termini di Pil del reddito di cittadinanza, afferma l’istituto, si attesterebbe invece allo 0,5%, ossia “un aumento di trasferimenti pubblici pari a circa 9 miliardi”. Cosa che indicherebbe un ulteriore costo per i contribuenti più che un beneficio. Inoltre, nell’analisi Istat è in realtà presente un allarme sulla futura crescita del Paese: nel terzo trimestre l’economia italiana ha infatti registrato una battuta d’arresto e per il quarto, avverte l’istituto di statistica, sarebbe necessaria una variazione congiunturale del Pil pari a +0,4% per raggiungere gli obiettivi presenti nella Nota di aggiornamento al Def. Ma non solo: a mettere in guardia era stato anche l’Ufficio parlamentare di bilancio – che avvertiva sui rischi al ribasso relativamente al prossimo anno -, mentre la Corte dei Conti sollevava dubbi sulla manovra.

La ‘scivolata’ di Taverna sull’Istat è stata notata da diversi commentatori del social che hanno – fra sfottò e analisi corretta dei dati – segnalato il problema alla senatrice. Finora invano, però: dopo quasi 24 ore il ‘cinguettio’ sull’Istat è ancora lì.


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