Prescrizione a passo di lumaca  

Scritto da il 13 novembre 2018

Prescrizione a passo di lumaca

(Fotogramma)

Pubblicato il: 14/11/2018 17:39

Due ore di riunione, un solo emendamento votato. E’ il magro bilancio della seduta congiunta delle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia, che stanno esaminando il ddl anti corruzione e le norme che riformano i tempi della prescrizione dei processi. La riunione, come già era avvenuto ieri, riuscendo a liquidare un solo emendamento dei circa 360-370 depositati, è andata avanti a rilento, con un batti e ribatti sull’infuocata seduta dell’8 novembre, quando con una votazione le due commissioni decretarono l’estensione della legge sulla corruzione anche al tema della prescrizione.

In particolare si è a lungo dibattuto sull’affermazione pronunciata al termine della riunione dalla presidente Giulia Sarti, che parlò di un’aggressione da parte dei deputati dell’opposizione ai danni del personale degli uffici dei due organi parlamentari, deputati che contestavano la validità della votazione delle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia.

Si è trattato di un’aggressione verbale e non fisica, ha puntualizzato Sarti, nell’intento di ridimensionare la portata dell’affermazione, pronunciata al termine della seduta, quando disse che il personale era “stato letteralmente aggredito dai deputati dell’opposizione”. Giudizi che Pd e Fi non hanno digerito e per i quali ieri hanno chiesto la convocazione di un giurì d’onore allo scopo di salvaguardare, così è stato ripetuto anche oggi, la rispettabilità dei deputati messi all’indice, come il dem Carmelo Miceli.

“Miceli avrà modo di difendersi nelle sedi opportune – ha replicato Stefano Ceccanti (Pd) – ma quello che non capisco è in quali sedi lei intenda precisare quali sono gli altri che hanno aggredito i funzionari della Camera, formalizzando le sue accuse solo nei confronti di Miceli”.

“Io non ho mai parlato di aggressione fisica, bensì verbale – ha precisato la presidente della commissione Giustizia – comunque, ci sono le immagini della seduta che lo mostrano con chiarezza. Se le mie precisazioni peggiorano la situazione, lasciamo che il gran giurì esamini le immagini, ma temo che in questo modo le cose peggioreranno ancor di più”.

“Lei non ci può minacciare – ha detto infine Gennaro Migliore, prima dell’interruzione della seduta – non dica che noi avremo delle conseguenze peggiori, perché è stata lei a tenere il comportamento peggiore, spengendo personalmente il microfono di chi stava parlando e chiedeva il rispetto delle procedure”.


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