Roma sfida Bruxelles  

Scritto da il 13 novembre 2018

Roma sfida Bruxelles

(Afp)

Pubblicato il: 14/11/2018 07:30

L’Italia sceglie la linea dura e sfida Bruxelles. Dopo il vertice di ieri sera a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Conte, i due vicepremier Di Maio e Salvini, il ministro dell’Economia Tria e il ministro dei Rapporti con il Parlamento Fraccaro, il governo ha deciso: la manovra non cambia e nessuna modifica verrà apportata per placare le preoccupazioni europee sull’economia italiana.

“La manovra non cambia né nei saldi né nella previsione della crescita, perché è nostra convinzione che è quel che serve al Paese per ripartire“, ha poi confermato Di Maio, che spiega come “abbiamo detto chiaramente che ci impegnamo a mantenere il 2,4% di deficit, e il Pil all’1,5%” ma “reddito cittadinanza, riforma Fornero, soldi ai truffati dalle banche” restano. “E’ una manovra in controtendenza col passato” ma “non facciamo i furbi sul debito”. E ancora: “Non abbiamo aggiunto niente a quello che già leggete nella manovra di bilancio ma c’è l’impegno a mantenere quelli che sono i saldi indicati; quindi non facciamo i furbi sul deficit ma allo stesso tempo manteniamo gli impegni con gli italiani”.

Unica ‘concessione’ rispetto ai piani di partenza, le dismissioni, anche immobiliari, che verranno attuate e che dovrebbero valere l’1% del Pil: ”Il nostro obiettivo è tutelare i gioielli di famiglia -ha spiegato ancora Di Maio – ma allo stesso tempo di dismettere tutto quello che non serve dello stato di immobili o di tutti questi beni che sono di secondaria importanza”. ”Deve essere chiara una cosa – ha detto ancora – nel programma di dismissioni non ci sono i gioielli di famiglia: stiamo parlando di immobili, di beni secondari dello Stato e sicuramente la dismissione avrà un effetto positivo per la riduzione del debito”.

”Nella lettera a Bruxelles – ha sottolineato il vicepremier – abbiamo detto che aumentiamo la valorizzazione dei nostri immobili, quindi della dismissione dei nostri immobili”. E ”potremo fare più soldi dal taglio e dalla dismissione di quello che non serve, degli immobili di proprietà dello Stato”. Ma per il resto, il governo – dopo aver spiegato le sue ragioni – va avanti per la sua strada.

LA LETTERA – “Il Governo resta fiducioso nelle possibilità di conseguire obiettivi di crescita contenuti nel quadro programmatico del documento di programmazione”. Questo quanto sottolineato dal ministro Tria, nella lettera di accompagnamento alla versione rivista del Documento Programmatico di Bilancio 2019, inviata alla Commissione europea. L’Amministrazione del Tesoro ha anche inviato alla Commissione europea il Rapporto sui fattori rilevanti sull’andamento del debito pubblico, come richiesto con la lettera del 29 ottobre scorso.

“Grazie all’espansione fiscale, alle riforme introdotte, al rilancio degli investimenti, alla riduzione del carico fiscale nelle piccole imprese, la manovra – afferma Tria – consentirà di conseguire un tasso di crescita superiore a quello tendenziale e di recuperare parzialmente il divario rispetto agli altri Paesi europei”.

“Il governo .- scriva ancora Tria – conferma l’impegno a mantenere i saldi di finanza pubblica entro la misura indicata nel documento di programmazione, rispettando le autorizzazioni parlamentari. In particolare, il livello del deficit al 2,4% del Pil per il 2019 sarà considerato un limite invalicabile”.


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