Dl Genova è legge, bagarre in Aula  

Scritto da il 14 novembre 2018

Dl Genova è legge, bagarre in Aula

(Fotogramma)

Pubblicato il: 15/11/2018 11:32

Tre mesi dopo il crollo del ponte Morandi, il Senato ha approvato in via definitiva il decreto Genova, che ha incassato 167 voti a favore, 49 no e 53 astensioni. In Aula il clima si è subito acceso durante le dichiarazioni di voto con le opposizioni che hanno accusato il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, di non prestare attenzione ai vari interventi, tanto da chiedere l’intervento della presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. “La pregherei di ascoltare perché dicono che sta sempre al telefono”, ha affermato la seconda carica dello Stato rivolgendosi all’esponente dell’esecutivo.

Le contestazioni sono poi proseguite durante la dichiarazione del senatore M5S Agostino Santillo, tanto che Casellati è stata costretta a sospendere per alcuni minuti la seduta. “Mi dicono che abbia gesticolato in maniera non troppo commendevole per un ministro – ha osservato ancora Casellati, rivolgendosi a Toninelli -. Devo riprendere alcuni atteggiamenti che non sono commendevoli, che non possono essere riprodotti in quest’Aula, per il rispetto delle Istituzioni e la dignità di quest’Aula”. “Avrei immaginato un’Aula diversa al di là delle posizioni che possono essere differenti – ha infine rimarcato la presidente del Senato, che al termine della seduta ha invitato l’Aula a osservare un minuto di silenzio -. I 43 morti pesano su tutte le coscienze nostre”.

Anche la capogruppo di Fi, Anna Maria Bernini ha contestato l’esponente del governo per “aver sollevato il pugno durante la votazione, parlato al telefonino e masticato la gomma americana durante le dichiarazioni di voto. Non le permetteremo più di venire in quest’Aula agitando i pugni”, ha concluso l’esponente azzurra, in un clima da bagarre. Di “atti offensivi del ministro Toninelli e della ministra Lezzi”, ha parlato anche il capogruppo del Pd, Andrea Marcucci, chiedendo a Casellati “di chiudere con dignità questa seduta con un minuto di silenzio per i morti di Genova”

Toninelli però si difende: “La gioia e l’esultanza è perché la meravigliosa città di Genova non solo si rialzerà ed è stata in ginocchio per un evento che doveva e poteva essere evitato – ha affermato il ministro -. Magari c’è qualche responsabile in quest’Aula che ha permesso a società autostradali di ingrassare enormemente le proprie finanze. Non replicherò a coloro che mi hanno attaccato personalmente, perché uno è stato già mandato a casa dagli italiani e l’altro in Liguria ha lasciato semplicemente un rinvio a giudizio per spese pazze e peculato”.


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