‘Ezra in Gabbia’, Rigillo porta in scena le ossessioni di Pound  

Scritto da il 14 novembre 2018

'Ezra in Gabbia', Rigillo porta in scena le ossessioni di Pound

Mariano Rigillo in scena

Pubblicato il: 15/11/2018 10:58

A 70 anni dalla pubblicazione dei ‘Cantos pisani‘ di Ezra Pound, il Teatro Stabile del Veneto rende omaggio a uno dei poeti più discussi e controversi del Novecento, con lo spettacolo ‘Ezra in gabbia’ e il talento di Mariano Rigillo, in scena in prima nazionale domani al Teatro Goldoni di Venezia alle 20,30 (e in replica il 17 novembre alle 19). Scritto e diretto da Leonardo Petrillo, e coprodotto con Officina del Teatro Italiano, ‘Ezra in gabbia’ è uno spettacolo basato sulle ossessioni di Pound: ossessione per la giustizia, per la libertà e per l’usura che corrode il mondo.

Un tributo all’artista ricordato più per le sue posizioni politiche che per la forza dei suoi versi ispirati e per la modernità del suo pensiero, anticipatore di visioni rivoluzionarie sul futuro dell’Occidente contemporaneo. Al centro del palcoscenico Mariano Rigillo, con la sua gestualità, la ricerca del silenzio, la parola che si fa idea, recita rinchiuso in una gabbia, la stessa che nell’estate del 1945 ospitò per 25 giorni il poeta, ormai sessantenne, nel campo di prigionia dell’esercito americano di Metàto, a Pisa.

Di giorno, sotto il sole cocente, l’Ezra evocato con maestria da Rigillo scatena la sua furia ieratica, mentre durante la notte emerge l’intenso mondo poetico, espresso magistralmente negli indimenticabili Cantos, evocati sulla scena da Anna Teresa Rossini. Nello spettacolo la gabbia rappresenta i successivi 13 anni di reclusione che Pound passò nel manicomio criminale St. Elizabeths di Washington fino al 1958. Da allora il silenzio ha accompagnato i suoi ultimi anni di vita. Dopo 60 anni il poeta “torna” nella gabbia, per chiedere agli spettatori di giudicarlo e avere quel processo che non ha mai avuto.

Quella che porto sul palco è l’ossessione dell’uomo Pound che si sente inadeguato, per non essere riuscito, se non a sprazzi, a far fluire carità e amore, a rendere le cose coerenti; ma difende la sua poesia, la scoperta delle incongruenze sociali e artistiche, del mondo e degli uomini – spiega Petrillo – Il risultato è una messinscena che tutto mostra e tutto nega dove la scena è spoglia, a eludere sé stessa, la musica diventa distorsione del reale e le videoproiezioni montano e smontano il concetto stesso di materico”.

Lo spettacolo del Teatro Stabile si inserisce nell’ambito di VenEzra, programma culturale promosso dalla Regione Veneto con il patrocinio del Comune di Venezia che ripercorre la vita e le opere dell’intellettuale e il suo rapporto con la città lagunare, ultima amata dimora del poeta, luogo di libertà. Il progetto della durata di cinque mesi, prevede una serie di incontri di approfondimento, la proiezione del video inedito dell’intervista di Pasolini a Pound, spettacoli teatrali e mostre monografiche dedicate al poeta e alla sua Venezia.

Prima dello spettacolo domani, nel foyer del Teatro Goldoni sono previsti due momenti aperti al pubblico: alle 17 ‘Pensieri e Versi’, conferenza-spettacolo di Marcello Veneziani con reading dai ‘Cantos’ e da altri testi di Pound; alle 18,30 è in programma ‘Un’ora con Ezra Pound’, proiezione dell’intervista televisiva di Pier Paolo Pasolini a Ezra Pound (1968). Dagli archivi di Rai Teche, e nella versione digitalizzata grazie all’intervento della Cineteca di Bologna, viene presentata per la prima volta dalla sua messa in onda in forma integrale la preziosa testimonianza filmata dell’incontro avvenuto a Venezia nell’autunno del 1968 tra Pier Paolo Pasolini, ancora giovane e visibilmente emozionato, e il poeta americano Ezra Pound.


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