Tap, raffica di perquisizioni  

Scritto da il 15 novembre 2018

Tap, raffica di perquisizioni

(Foto di repertorio/Fotogramma)

Pubblicato il: 16/11/2018 09:22

I carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Lecce, insieme ai colleghi dello stesso nucleo di Roma e Milano e del comando provinciale della città pugliese, hanno perquisito ieri le sedi legali, operative, uffici e cantieri della società Trans Adriatic Pipeline Spa (Tap) a Roma, Lecce e Melendugno, sulla cui costa è previsto l’approdo del gasdotto proveniente dall’Azerbaigian, mentre a Villafranca padovana, in provincia di Padova, è stata perquisita la sede del laboratorio di analisi ‘Sgs Italia Spa’ che è il centro di analisi utilizzato dalla multinazionale per le indagini ambientali su vari cantieri dell’opera.

Il decreto di perquisizione locale e di sequestro è stato emesso dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Lecce, a firma del procuratore capo Leonardo Leone De Castris e del sostituto procuratore Valeria Farina Valaori, nell’ambito del procedimento penale sulla realizzazione del gasdotto per il quale risultano indagate tre persone: R.C., 58 anni, E.M.M., 72, L.G.P., 55.

Le perquisizioni hanno portato al sequestro di una corposa documentazione, anche su supporto informatico ed in particolare tutti i rapporti di prova, analisi e altri documenti dal novembre 2017 a oggi collegati ai campionamenti effettuati sulle acque di falda sottostanti il cantiere Tap in località ‘San Basilio’ di Melendugno dove, secondo le indagini condotte dal Noe e dall’Arpa Puglia, è stato riscontrato il superamento della concentrazione della soglia di contaminazione (Csc) di alcuni parametri tra cui il cromo esavalente. Tutti gli atti sequestrati, già dalle prossime ore, saranno messi a disposizione dei magistrati leccesi che, insieme al Noe, dovranno adesso passarli al setaccio.

Proprio ieri il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio ha emesso un’ordinanza sul ricorso presentato dalla società Tap per l’annullamento, previa sospensione cautelare dell’efficacia, di una ordinanza del 24 luglio scorso del sindaco del Comune di Melendugno Marco Potì, poi confermata con una nota di fine settembre e con una nuova ordinanza di conferma di fine ottobre.

Il provvedimento del primo cittadino faceva divieto di emungimento di acqua da pozzi nell’area del cantiere Tap per il superamento dei limiti della presenza di alcune sostanze pericolose e ordinava l’immediata sospensione delle attività presso il cantiere del microtunnel Tap di San Basilio. Il Tar, ritenuto che sia necessario disporre di una istruttoria urgente, ordina all’Arpa di depositare una relazione “circostanziata e documentata” riferita agli accertamenti eseguiti e portati a conclusione (secondo quanto riferito in camera di consiglio dai legali dell’Amministrazione comunale che si era opposta), inerenti alle concentrazioni della soglia di contaminazione (Csc) nell’area di cantiere, entro il termine di 10 giorni dalla comunicazione o notifica della ordinanza dello stesso Tar.

Si tratta praticamente delle stesse analisi di cui si occupa l’inchiesta della Procura della repubblica e del Noe. Inoltre il Tribunale amministrativo ha fissato per il seguito della trattazione della domanda cautelare di Tap la camera di consiglio del 5 dicembre.


Le opinioni dei lettori

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà visibile agli altri utenti. I campi obbligatori sono contrassegnati con l'asterisco *


Radio Veronica Web

Current track
TITLE
ARTIST

Background