Crollo tetto Santuario Madonna Laga, parrocchiani contro vescovo e sindaco  

Scritto da il 17 novembre 2018

Crollo tetto Santuario Madonna Laga, parrocchiani contro vescovo e sindaco

Foto di Francesco Mosca dal sito www.paesiteramani.it

Pubblicato il: 18/11/2018 13:18

Parrocchiani contro vescovo e sindaco. Accade a Padula, un piccolo paesino nel cuore dei monti della Laga nel comune di Cortino. A scatenare le ire dei cittadini l’incuria in cui è abbandonato il Santuario della Madonna dei monti della Laga a causa del rimballo di responsabilità tra amministrazione comunale e Curia su chi deve effettuare gli interventi d’urgenza dopo che la primavera scorsa è crollato il tetto di un’ala del Santuario. Nella chiesa, inagibile dal terremoto che ha colpito l’Italia centrale due anni fa, rischiano di rimanere danneggiati in modo irreparabile un affresco cinquecentesco, le statue e lo stesso altare in legno se non si interviene con una copertura provvisoria prima delle piogge e nevicate che cadono copiose nel paesino di montagna nel periodo invernale.

“E’ dalla primavera scorsa -racconta all’Adnkronos il parrocchiano Pietro Di Giuseppe- che chiediamo alla Curia e al sindaco di intervenire almeno con una copertura provvisoria per superare l’invero e poi procedere al restauro successivamente. Sappiamo che sono stati stanziati i fondi per gli interventi ma assistiamo ad un rimballo di responsabilità tra l’amministrazione comunale e la curia inaccettabile. Abbiamo chiesto più volte, anche tramite il nostro parroco, un incontro al vescovo di Teramo ma non ci ha ancora ricevuti. A questo punto penso che faremo delle denunce ai Beni culturali e al Commissario per la ricostruzione perchè non è possibile che con tutti i soldi che sono stati stanziati la nostra chiesa debba subire un danno irreparabile per l’incuria di chi avrebbe già dovuto intervenire”.

E che i rapporti tra Curia e amministrazione comunale non siano idilliaci viene confermato anche dal sindaco Gabriele Minosse: “per la chiesa di Padula -spiega all’Adnkronos- la competenza dell’intervento è della Curia. L’amministrazione comunale ha predisposto e presentato ai tecnici della Curia un progetto di ‘Salvaguardia del bene’ già 6 mesi fa appena è crollato il tetto. Un ultimo incontro tra i tecnici del comune e della Curia c’è stato una settimana fa. Hanno chiesto che il comune rilasciasse una dichiarazione di agibilità della chiesa a conclusione dei lavori. Una richiesta priva di fondamento in quanto quello proposto è solo un intervento di salvaguardia per evitare che il bene si deteriori. I tecnici del comune -sottolinea il sindaco- sono andati via sentendosi presi in giro. Penso di aver fatto quanto di mia competenza. A questo punto ognuno deve assumersi le proprie responsabilità”.

Più conciliante la posizione del vescovo di Teramo, Monsignor Lorenzo Leuzzi: “Da quel che ho capito -spiega all’Adnkronos- è in cantiere la messa in sicurezza del santuario. Stiamo seguendo tutto quanto, c’è la volontà di risolvere la questione. Per quanto mi riguarda sono pronto ad incontrare la comunità”. Ad ogni modo, ribadisce comunque il vescovo in maniera sibillina, “bisognerà vedere le priorità” e predisporre gli interventi “in base alle comunità più grandi”.

Come dire che trattandosi di una chiesa di montagna con un numero di fedeli non altissimo l’intervento potrebbe essere procastinato a favore delle parrocchie della diocesi più numerose. Una ipotesi che non farà certo gioire i parrocchiani di Padula convinti che i soldi destinati al santuario devono essere utilizzati per la loro chiesa.

“Noi -sottolinea il parrocchiano Romeo Di Giampietro- saremo molto vigili sull’utilizzo delle risorse pubbliche stanziate per i lavori di ripristino della chiesa di Padula. Non permetteremo che siano utilizzati per altri luoghi e altri scopi”. Le somme stanziate per il Santuario ammonterebbero a circa 600 mila euro. E ad avviso di un esperto interpellato dall’Adnkronos sarebbe opportuno utilizzarli anche per la copertura provvisoria. “Lasciare la chiesa con il tetto aperto per tutto l’inverno -spiega- determinerebbe un ammaloramento dell’immobile con danni alla struttura e ai muri portanti i pietra arenaria. In pratica il rischio è che senza un intervento immediato, oltre ai danni alle opere e ai beni religiosi custoditi all’interno del santuario, i costi per la ristrutturazione lieviteranno significativamente.

La Chiesa di S. Maria Assunta si trova a circa 1000 metri sul livello del mare nei pressi delle sorgenti del fiume Tordino, risale nella sua struttura originaria alla fine del Quattrocento. L’attuale aspetto è il frutto di restauri avvenuti nel XVIII e nel XIX secolo e, più di recente, nel 1988; a conclusione di quest’ultimo è stata elevata a “Santuario della Madonna dei Monti della Laga”.

Nella struttura principale trova posto la chiesa vera a propria, costituita da una navata unica che un tempo terminava in un’abside mentre oggi in una semplice zona presbiteriale, che ospita un altare barocco in legno dipinto dorato avente colonne tortili ed angioletti, al cui centro trova posto una statua raffigurante il Sacro Cuore di Gesù. In occasione di uno dei restauri vennero aggiunti i due bracci del transetto, che comunicano con la zona presbiteriale tramite due grandi archi a tutto sesto. Sulla parete interna nei pressi dell’ingresso sono visibili i resti di un affresco probabilmente cinquecentesco e vicino alla zona presbiteriale trovano posto due altari, anch’essi barocchi.


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