Ennio Doris: “Situazione preoccupante”  

Scritto da il 20 novembre 2018

Ennio Doris: Situazione preoccupante

Ennio Doris in un’immagine di repertorio (Fotogramma)

Pubblicato il: 21/11/2018 19:47

“L’economia dipende dai protagonisti dell’economia che possiamo dividere in due categorie: i consumatori e le imprese che investono. Se queste due categorie sono in una situazione di tranquillità, l’economia va avanti. Se si preoccupano i consumatori spendono meno e le imprese hanno un mercato che diminuisce e investono meno. E l’economia è destinata ad arretrare. Quindi, il compito primo di un governo è quello di dare tranquillità, fiducia in quelli che sono gli operatori economici. E purtroppo oggi c’è molta preoccupazione“. Così, il presidente di Banca Mediolanum Ennio Doris a Palermo.

“Si dice che gli investitori istituzionali sono preoccupati. La preoccupazione degli investitori si è trasferita nel mercato delle persone normali, le quali sono preoccupate e hanno paura dei titoli di Stato. Questo è indice che c’è preoccupazione – dice – I risparmiatori parlano con noi e ci dicono che hanno paura dei titoli di Stato. Quindi, una manovra è espansiva o recessiva a seconda di ciò che genera nei comportamenti delle persone. Quando si fa il reddito di cittadinanza e ci sono otto miliardi è sicuramente espansiva, ma se il resto prende paura la somma finale resta meno e diventa recessiva. Perché il mercato degli investitori è preoccupato e non ci crede tanto”.

Commentando le preoccupazioni della Bce sulle banche italiane, aggiunge: “Egoisticamente dico che, come presidente di Banca Mediolanum, la cosa mi scivola via, perché noi siamo la banca che ha l’indice di solidità non solo più alto in assoluto fra le grandi banche italiane ma siamo ai vertici in Europa. Però non posso restare indifferente, perché se i miei concorrenti hanno problemi, sono problemi per l’economia del Paese. E questo non mi piace proprio”.

Lo spread che cresce fa scendere il valore dei titoli di Stato che le banche hanno in portafogli – continua – e questo diminuisce il portafoglio delle banche. E le banche possono prestare anche sulla base del proprio patrimonio, perché devono dare sicurezza ai depositanti. Quindi, devono correre rischi in proporzione al patrimonio che hanno. Se il patrimonio diminuisce perché i titoli di Stato lo fanno diminuire, possono prestare meno denaro. Fino ai livelli di 300 punti di spread ancora non si sente fortissimo, ma se durasse nel tempo si sentirebbe perché è un incremento dei costi per l’economia”.

“Se continua ad aumentare – dice – quando scade un prestito devono chiedere il rientro. E’ una situazione che preoccupa questa perché finisce con l’avere conseguenze negative sull’economia. Siccome amo questo paese faccio il tifo per i miei concorrenti”.


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