Dalla tigre all’orso polare, specie a rischio estinzione  

Scritto da il 21 novembre 2018

Dalla tigre all'orso polare, specie a rischio estinzione

Pubblicato il: 22/11/2018 15:49

Nell’ultimo secolo abbiamo perso circa il 97% delle tigri. I leoni? Un calo drammatico del 90% in 100 anni. E dal 2002 a oggi gli elefanti di foresta africani hanno segnato un -70%. Di orsi polari ne restano appena 20-30.000 e, per quanto riguarda l’Italia, l’orso bruno marsicano ormai conta appena 50 individui. Insomma, il ‘saldo’ delle popolazioni di alcune specie che si stanno avvicinando all’estinzione è decisamente negativo.

A tracciare il triste bilancio è il Wwf che in vista del Black Friday lancia la campagna “La natura non fa sconti”. Vediamo nel dettaglio le specie alle quali rischiamo di dover dire addio. A partire dalle tigri (Panthera tigris), in natura ne restano oggi meno di 3.900; nell’ultimo secolo abbiamo perso circa il 97% della popolazione originaria, a causa di bracconaggio e distruzione della foresta in cui vive. La buona notizia, però, è che per la prima volta nell’ultimo secolo si registra un trend positivo e le tigri sono passate dalle 3.200 stimate nel 2010 alle attuali 3.890.

Anche la popolazione di leone africano (Panthera leo) è drammaticamente in declino. In un secolo si è passati da 200.000 individui presenti nelle savane africane ai meno di 20.000 stimati oggi. Un calo del 90% in 100 anni. Oggi il leone africano occupa soltanto il 10% del suo areale storico.

Tra le specie più a rischio c’è l’elefante di foresta (Loxodonta cyclotis). Dal 2002 ad oggi siamo passati da 270.000 a 70.000, un declino stimato di circa il 70% e con una perdita di circa il 30% dell’areale di distribuzione a causa soprattutto di bracconaggio e perdita di habitat forestale.

L’orso polare (Thalassarctos maritimus) è la vittima principale dei cambiamenti climatici. Il suo habitat, i ghiacci polari, ogni anno subisce gravi perdite con il risultato che oggi ne restano circa 20-30.000 individui, ma secondo gli scienziati entro i prossimi 35 anni rischiamo di perdere il 30% della popolazione di orso polare finora stimata tra i ghiacci.

Per il gorilla di montagna (Gorilla beringei beringei), invece, arriva una buona notizia. Dai 680 individui censiti 10 anni fa, oggi la stima è stata aggiornata a circa 1.000 individui presenti tra Congo, Ruanda e Uganda, con un incremento della popolazione del 30% circa. Questo è stato possibile solo alle azioni di conservazione, comprese le pattuglie anti-bracconaggio e gli interventi veterinari, portati avanti attraverso il coordinamento tra tutti gli attori in campo, compreso il Wwf. Al contrario, la popolazione del gorilla di pianura (Gorilla gorilla) diminuisce di circa il 10% ogni anno e in alcune foreste africane ne abbiamo perso addirittura ad oggi il 90%.

Brutte notizie, invece, per l’Italia dove l’orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus, sottospecie unica di orso bruno, presente solo nell’Appennino centrale) conta appena una cinquantina di individui (45-69 orsi l’intervallo fiduciale secondo le ultime stime del 2014), ed è considerata dunque in pericolo critico di estinzione.

Bracconaggio e mortalità accidentale sono le cause primarie del drammatico declino. Basti pensare che nell’ultimo anno sono stati rinvenuti morti 5 individui, circa il 10% della popolazione persa da aprile a novembre 2018 a causa di patologie e incidenti. Ha fatto notizia l’episodio in cui sono morti tre orsi (mamma orsa con 2 cuccioli) annegati in una vasca la scorsa settimana.


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