Di Maio contro Bankitalia  

Scritto da il 23 novembre 2018

Di Maio contro Bankitalia

(AFP)

Pubblicato il: 24/11/2018 13:23

Bankitalia è libera di dire quello che vuole però ieri lo spread stava scendendo e dopo il suo intervento è risalito ed è sceso di nuovo in serata”. A Palermo il vicepremier Luigi Di Maio parla con i giornalisti dell’intervento di ieri di Palazzo Koch, che ha lanciato l’allarme sui rischi del rialzo dello spread, e spiega che l’analisi della Banca d’Italia “parte dal presupposto che da domani si rimettono sul mercato tutti i titoli di Stato ma non è così. Quindi l’effetto che prevede Bankitalia è un rischio legato al fatto che lo spread possa rimanere così per anni. Noi invece crediamo che lo spread possa scendere”. “Una volta che sarà approvata la manovra del popolo – afferma Di Maio – le cose cambieranno e i mercati scenderanno e soprattutto l’Italia ripartirà”.

Il ministro del Lavoro ribadisce che reddito di cittadinanza e quota 100 non si toccano. “Ridimensionare la riforma della legge Fornero, ovvero quota 100 che supera la legge Fornero e che manda in pensione le persone, ridimensionare il reddito di cittadinanza, significa avere perso tempo per cinque mesi” avverte Di Maio. “Possiamo modificare la legge di bilancio su quali punti? Sul taglio agli sprechi”, dice il vicepremier.

Di Maio parla anche dei rapporti all’interno dell’esecutivo e a chi gli chiede se il M5S non abbia concesso troppo spazio alla Lega risponde che “questo governo serve a far vincere gli italiani e non una forza politica o un’altra”. “Con Salvini ci fidiamo ciecamente l’uno dell’altro – rimarca il capo politico M5S – Ci sentiamo ogni giorno, che dico ogni giorno, dieci volte al giorno. C’è questo racconto secondo cui se lui fa una cosa la fa per fregare me, o quando io faccio una cosa la faccio per difendermi dalle fregature di Salvini. E nei prossimi mesi questo rapporto si consoliderà di più. Non ho ragione di dubitare di lui come lui non ha ragione di dubitare di me”.

Dei sondaggi – prosegue il ministro del Lavoro – me ne frega il giusto, perché in questi anni siamo sempre stati al 25-27 per cento e poi siamo arrivati al 33 per cento. Oggi siamo a quanto pare al 27 per cento, quindi, siamo al livello delle Politiche. E per me va benissimo”.


Le opinioni dei lettori

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà visibile agli altri utenti. I campi obbligatori sono contrassegnati con l'asterisco *


Radio Veronica Web

Current track
TITLE
ARTIST

Background