Juncker a Conte: “Avanti per avvicinare le posizioni”  

Scritto da il 23 novembre 2018

We are friends, Conte cena con Juncker

(Afp)

Pubblicato il: 24/11/2018 17:58

Negoziare a oltranza. Trattare senza toccare le riforme, aprendo un fronte politico con l’Europa sulla manovra. E’ il mandato con cui il premier Giuseppe Conte è arrivato a Bruxelles, accompagnato dal ministro dell’Economia Giovanni Tria, per una cena con il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, il vice presidente Valdis Dombrovskis e il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici. “Non litighiamo, siamo amici“, ha detto il presidente del Consiglio durante il saluto a Juncker.

Conte e Tria presenteranno un dossier sulla manovra finanziaria e dovrebbero chiedere tempi i più lunghi possibili per l’avvio della procedura di infrazione per debito eccessivo a cui l’Italia va incontro nei prossimi mesi, perché la legge di Bilancio viola in modo “particolarmente grave” le raccomandazioni europee sulla riduzione del disavanzo strutturale.

L’incontro potrebbe riservare sorprese positive per l’Italia solo se il governo gialloverde accettasse di tagliare la stima sul maxi-deficit 2019 attualmente al 2,4%, scongiurando la procedura. “Chiedo rispetto per quei 60 milioni di italiani che, con 5 miliardi regalati ogni anno all’Europa – ha scritto in serata il vicepremier Matteo Salvini su Facebook -, non si aspettano gli insulti, ma vogliono avere la possibilità di studiare, lavorare, andare in pensione”. E aggiunge: “Al governo mi hanno mandato loro e a loro rispondo, e non arretro”.

Dopo l’incontro con Conte sono esclusi, almeno per quanto si sa al momento, punti stampa degli esponenti Ue, segno probabilmente della portata interlocutoria del confronto. “Con il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker negozieremo a oltranza nella misura in cui siamo disponibili ad un dialogo costruttivo” aveva detto stamani Conte in vista del vertice di questa sera. E ancora: “Quando uso le parole non le uso a vanvera. Quindi noi siamo convinti che nell’interesse dell’Italia e dell’Ue questa negoziazione, questo dialogo debba mantenersi aperto”, ha aggiunto.

E il dialogo resterà senza dubbio aperto, nell’interesse dell’Italia ma anche di Bruxelles che vuole evitare di esacerbare il rapporto con un’economia rilevante come quella del Belpaese, tanto che in Commissione alla linea rigida de rigorista Dombrovskis è subentrata quella più politica di Juncker e Moscovici.

Certo la strada resta in salita e l’osso dato in pasto dal governo all’esecutivo comunitario, come il monitoraggio trimestrale delle misure, le fin troppo ambiziose privatizzazioni o l’attuazione ritardata di alcuni provvedimenti, non basterebbero a convincere Bruxelles a un dietrofront. In tal caso, calendario alla mano, la Commissione dovrebbe approvare ufficialmente la proposta per l’apertura di una procedura sul debito verso fine dicembre, dando tempo a Roma fino alla fine per ‘redimersi’ modificando il Bilancio in Parlamento.

In assenza di interventi dal versante italiano, a gennaio il dossier approderebbe all’Ecofin per il via libera finale. A questo punto l’Italia mira a ‘strappare’ il via libera ad un piano di rientro dei conti light, con una moratoria di 6 mesi prima che si attivino le sanzioni. Il che potrebbe avere un discreto margine di trattativa visto che nel pieno della campagna per le europee di maggio difficilmente la Commissione presterà il fianco agli slogan euroscettici imponendo misure di lacrime e sangue.


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