Ict: Pei (OnePlus), oggi si abusa del termine intelligenza artificiale/Adnkronos  

Scritto da il 24 novembre 2018

Pei (OnePlus): Intelligenza artificiale? Oggi è un termine abusato

Carl Pei, co-founder di Oneplus

Pubblicato il: 25/11/2018 13:35

L’intelligenza artificiale che oggi viene esaltata soprattutto negli smartphone top di gamma è veramente intelligenza artificiale? Secondo il co-founder di OnePlus, Carl Pei, la risposta è “no”. Anzi, dice in un’intervista esclusiva all’Adnkronos, “si tratta di un termine che rischia di perdere significato, perché viene applicato a tutto”. Ad esempio, ricorda il top manager, l’utilizzo del concetto di intelligenza artificiale è molto utilizzato nel settore della fotografia “ma l’identificazione di un soggetto da parte di una fotocamera è disponibile da più un decennio”. Insomma, dice Pei, “noi di OnePlus useremmo il termine AI solo per descrivere qualcosa di davvero pazzesco e futuristico. Per questo cerchiamo di essere trasparenti nella nostra comunicazione e prestiamo attenzione a come usiamo questo concetto”.

E così, voce fuori dal coro, il nuovo smartphone OnePlus 6T arrivato nei negozi da pochi giorni non ha scritta da nessuna parte la dicitura “con intelligenza artificiale”. Al contrario, spiega Pei, “ci siamo concentrati sulla creazione della migliore user experience possibile”. E cioè che nella fotocamera dello smartphone le funzioni sono le stesse che sono presenti in quelle degli altri, ma Pei le chiama “nuovi algoritmi per ottimizzare le prestazioni in diverse situazioni, come nel Nightscape mode”.

Questi algoritmi, spiega, “usano quello che chiamiamo ‘machine learning’ per riconoscere le scene o gli oggetti che vengono fotografati e per ottimizzare le impostazioni della fotocamera in modo da catturare l’immagine nel modo più accurato. E’ così che implementiamo questo tipo di tecnologia, per aiutare la user experience e non sovraccaricarla di elementi che non sono necessari”.

A quanto pare, l’assenza di questa intelligenza artificiale – che per Pei non esiste come la concepiscono gli altri – non incide su vendite e accoglienza dei prodotti. “Per il nuovo OnePlus 6T stiamo registrando un riscontro molto positivo da parte degli utenti, in tutto il mondo. Negli Stati Uniti nel giorno di apertura delle vendite abbiamo rilevato un aumento dell’86% rispetto alla giornata di apertura delle vendite del modello precedente, OnePlus 6. In parte – precisa comunque il cofondatore dell’azienda cinese – questo stato possibile grazie alla collaborazione con T-Mobile US. Inoltre, al momento del lancio di OnePlus 6T, in tutta Europa migliaia di persone hanno visitato i nostri eventi pop-up: solo a Milano, sono state oltre 500 le persone arrivate da tutta Italia”.

“Sempre per quanto riguarda l’Italia, per noi il 2018 è stato un anno davvero importante: con la partnership realizzata insieme a MediaWorld, per la prima volta un nostro smartphone, il 6T, è fisicamente disponibile nei negozi italiani. E’ qualcosa di entusiasmante per noi. Siamo sulla buona strada – annuncia Pei – per triplicare entro la fine dell’anno il nostro volume in Italia rispetto al 2017”.

A fine dicembre, poi, l’azienda compirà 5 anni. Oggi sono 1.000 i dipendenti in tutto il mondo e i dispositivi vengono venduti in 38 Paesi. “Quest’anno abbiamo anche iniziato a creare alcuni team locali dedicati al marketing e alle vendite in 6 diversi Paesi europei, tra cui l’Italia, dove abbiamo inaugurato un ufficio a Milano. Sono molto orgoglioso dei passi avanti che abbiamo fatto in così pochi anni – confessa Pei – e penso con ottimismo alle grandi cose che potremmo fare in Europa e in Italia in futuro”.

Al contrario di buona parte delle altre aziende che producono smartphone, OnePlus dedica in modo ‘maniacale’ l’attenzione al packaging del prodotto. “La nostra attenzione al dettaglio si estende a ogni aspetto dei nostri device. Vogliamo creare la migliore esperienza per gli utenti: vogliamo che sia la più veloce e la più facile, e per raggiungere questo obiettivo nessun elemento della product experience può essere trascurato. Ascoltiamo i suggerimenti e i commenti dei nostri utenti, e non esitiamo mai a produrre prodotti che rispondano a queste necessità”, dice ancora Pei.

E sempre più persone, dice il co-founder dell’azienda cinese, “dimostrano di apprezzare questo approccio. La nostra community continua a crescere, e sempre più persone partecipano ai nostri eventi pop-up: questa è la più grande ricompensa che possiamo ottenere per il nostro lavoro. Molti utenti ci hanno riferito che questo continuo impegno a creare prodotti di alta qualità rende il nostro brand davvero molto interessante per loro”, conclude Pei.


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