Prove di dialogo  

Scritto da il 24 novembre 2018

Prove di dialogo

(foto Palazzo Chigi)

Pubblicato il: 25/11/2018 07:43

E’ ottimista il premier Giuseppe Conte quando, dopo due ore di cena al 13esimo piano del Berlaymont con Jean Claude Juncker, ammette che l’incontro “non è risolutivo” ma che ci sono comunque margini per portare avanti a ritmo serrato il dialogo con l’Ue. Di più. “Confido che il dialogo possa aiutare a evitare la procedura di infrazione” afferma Conte, sicuro che la sua missione di aprire un fronte politico con Bruxelles sulla manovra sia ormai compiuta. E d’altra parte non potrebbe essere diversamente, visto che in tarda serata è una portavoce del presidente della Commissione europea, a fare eco al presidente del Consiglio: “L’incontro fa parte del dialogo continuo fra la Commissione e il governo italiano” e che il lavoro tra Bruxelles e Roma andrà avanti per cercare un compromesso.

La cena a Bruxelles è andata in scena alla vigilia del summit europeo per la Brexit e subito dopo l’incontro di Juncker con la premier britannica Theresa May. Alle 19.30 Conte saluta il presidente della Commissione europea con un grande sorriso, tende la mano e poi esclama: “Non litighiamo, we are friends“. Poi i due si dirigono a tavola assieme agli altri commensali, il ministro dell’Economia Giovanni Tria, il vice presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis e il commissario agli Affari Economici Pierre Moscovici.

E’ presto per dire se la missione di Conte produrrà gli effetti desiderati. Certo è che l’obiettivo del premier, arrivato a Bruxelles con un dossier di una quarantina di pagine sembra centrato: trattare con l’Eu, negoziare a oltranza. Il tutto senza mettere mano alle riforme, certo, ma di sicuro senza interrompere il dialogo con l’Europa sulla manovra.

Esclusa dal menu della cena la discussione sui saldi finali della manovra finanziaria del 2019. Pur ribadendo che l’esecutivo non intende rinunciare alle “riforme qualificanti” della Finanziaria, l’incontro con Juncker si è basato sul “rispetto reciproco”, ha spiegato il premier. L’imperativo è uno: “mantenere aperto il dialogo”, anche perché il negoziato deve andare avanti. E il tempo stringe. La procedura di infrazione per debito eccessivo è alle porte e Conte lo sa. Ecco perché ha sottolineato è “interesse reciproco” che i tempi siano “distesi” e il più lunghi possibile.

Mentre Conte cena a Bruxelles, in Italia i due principali azionisti del governo, Matteo Salvini e Luigi Di Maio difendono a spada tratta la manovra. “Chiedo rispetto per quei 60 milioni di italiani che, con 5 miliardi regalati ogni anno all’Europa, non si aspettano gli insulti, ma vogliono avere la possibilità di studiare, lavorare, andare in pensione”. scrive su Facebook Matteo Salvini proprio mentre Conte siede a tavola con Juncker: “Al governo mi hanno mandato loro e a loro rispondo, e non arretro” si affretta a sottolineare il vicepremier. Anche Di Maio, non pensa lontanamente che le due misure principali della legge di Bilancio possano subire modifiche sostanziali: “Reddito e quota 100 – ribadisce – non si toccano”.

Una soluzione di compromesso con l’Europa, però, va trovata. Se Roma non si ‘redime’ modificando la manovra in Parlamento e in assenza di interventi sostanziali, a gennaio il dossier approderebbe all’Ecofin per il via libera finale. E a quel punto la procedura di infrazione per deficit eccessivo potrebbe avere il via libera.


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