Confassociazioni: “Rilanciare Italia facendo cose semplici”  

Pubblicato da in data 25 Novembre 2018

Confassociazioni: Rilanciare Italia facendo cose semplici

La sede di Novedrate (foto da sito www.uniecampus.it)

Pubblicato il: 26/11/2018 15:35

Rilanciare l’Italia facendo cose semplici. Questo il tema del convegno che si è svolto a Novedrate (Como), nella sede dell’Università E-Campus. La presentazione dell’omonimo libro (Giacovelli Editore) di Angelo Deiana, presidente di Confassociazioni, è stata lo spunto per sviluppare dibattito, idee e partecipazione che hanno mostrato quanto quella che viene indicata come ‘società civile’ abbia voglia di partecipare, di trovare soluzioni efficaci partendo dalle cose semplici.

“E’ finito il tempo – afferma Angelo Deiana – dei professionisti della politica, ed è giunta ora delle professionalità in politica La speranza per il rilancio del nostro Paese passa attraverso il ‘pensare e fare’ partendo da cose semplici, proprio come abbiamo fatto oggi, rimettendo al centro competenze, donne e giovani, le vere forze determinanti per il futuro del nostro Paese. L’Italia, mai come adesso, può essere il centro del mondo. Bisogna capirlo, capire cosa fare e non pensare solo a sé stessi”.

“Le proposte del libro – spiega – sono tante. Fra quelle più semplici, combattere l’abusivismo edilizio attraverso il mancato allaccio delle utenze, ridare liquidità alle famiglie con il fondo immobiliare sulla nuda proprietà, il wi-fi libero come misura di libertà che contribuisce ad aumentare il pil“.

Le idee del libro del presidente di Confassociazioni sono state solo l’inizio di una discussione che ha visto intervenire personalità accademiche, professionisti, imprenditori, manager, consulenti e giovani studenti. “L’importante è stare attenti – avverte Angelo Deiana – perché l’Italia del futuro, la ‘semplice Italia’ delle persone che pensano e fanno, ha un nemico subdolo che si insinua nelle cose di tutti i giorni: l’eccesso di burocrazia, più o meno tecnocratica”.

La burocrazia – sottolinea – dovrebbe essere quella parte di Stato che paghiamo per aiutare tutti a salvare tempo da dedicare alla nostra vita, individuale e sociale. E, invece, nei suoi eccessi spreca risorse e ci sottrae il bene più prezioso: il tempo. Il tempo di crescere, progettare, investire, sviluppare. In altre parole, il tempo di vivere. Anche per questo, promuovere la ricerca della semplicità assume oggi una connotazione rivoluzionaria”.

Al mattino, interventi della società civile e imprenditoriale hanno raccontato al folto pubblico in ascolto proposte semplici e concrete per rilanciare l’Italia. Nel pomeriggio tre talk show hanno messo in luce valori, prospettive e persone di rilievo che vogliono dare un contributo fattivo a un orizzonte del Paese che ci faccia correre con i primi senza dimenticare gli altri.

Molto soddisfatti gli organizzatori: l’Università E-Campus che ha messo a disposizione tutte le sue sedi che si sono collegate a rete per seguire e sostenere l’iniziativa. “Per noi – sostiene Pietro Polidori, presidente della Fondazione E-Campus – è importante avere qui questo dibattito: lo spirito innovativo ci accomuna a ‘Semplice Italia’ nel trovare soluzioni per il nostro Paese”.

Altrettanta soddisfazione esprime ‘Semplice Italia’, questa nuova associazione nata con “l’obiettivo di promuovere cultura e elementi di un nuovo modello di sviluppo che offrano una visione di insieme per la rinascita economica e sociale del Paese, costruendo proposte semplici e concrete e facendo rete”.

“Siamo molto contenti – sottolinea Ubaldo Livolsi, uno dei fondatori di ‘Semplice Italia’ – di questo primo risultato che è andato oltre ogni nostra più rosea aspettativa. Tutto è partito dalla voglia di fare qualcosa di utile per il nostro Paese, in un momento particolarmente difficile e confuso, un sogno che si sta concretizzando con questo primo evento che è solo l’inizio di un percorso di condivisione. C’è bisogno di competenza e professionalità, ma anche di passione e di spirito di servizio per riportare la società civile al suo ruolo più nobile ed efficace”.

Marco Manuli, giovane notaio milanese, anche lui tra i fondatori di ‘Semplice Italia’, chiarisce il ruolo delle nuove generazioni. “Crediamo – afferma – sia arrivato il momento di dare un contributo attivo a questo Paese per rilanciare valori come competenza e speranza. I nostri giovani professionisti, gli imprenditori, i dirigenti, i giovani più in generale, si sentono abbandonati, schiacciati dal peso lasciatoci dalle precedenti generazioni, a partire dal debito pubblico”.

“Chiedono di essere ascoltati – fa notare – per ritrovare un nuovo slancio e una nuova via che assicuri, al contempo, il rilancio del Paese e la propria realizzazione personale. E’ tempo che le competenze della società civile, dei professionisti, degli imprenditori, dei manager e, soprattutto, delle donne, vengano messe pienamente a disposizione del Paese”.

“Sono queste le ragioni – ribadisce Manuli – per cui abbiamo deciso di entrare a far parte di ‘Semplice Italia’, auspicando che questa associazione possa essere il volano di nuove idee e di un rinnovato entusiasmo da parte della componente più giovane della società civile”.


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