Marte, oggi è il giorno di InSight  

Scritto da il 25 novembre 2018

Marte, oggi è il giorno di InSight

(Foto NASA JPL-Caltech)

Pubblicato il: 26/11/2018 14:50

Sta procedendo come da ‘manuale’ il viaggio di avvicinamento a Marte della missione InSigth della Nasa che arriva oggi, intorno alle 21,00 circa ora italiana, sul pianeta rosso. L’ente spaziale statunitense “ha comunicato che ieri sera, alle 22.47 ora italiana, gli ingegneri del controllo missione hanno condotto con successo un’ultima manovra di correzione della traiettoria per guidare InSight nella finestra di ingresso nell’atmosfera di Marte, ampia pochi chilometri” conferma Marco Molina, Responsabile Ricerca e Sviluppo Spazio di Leonardo, intervistato dall’Adnkronos.

“Il nostro sensore ha contribuito a determinare con precisione il puntamento della sonda e dei suoi motori, come sta facendo dal giorno del lancio” spiega Molina riferendosi alla sofisticata ‘bussola’ spaziale italiana, il sensore stellare Star Tracker pensato, progettato e prodotto da Leonardo. Molina anticipa inoltre che “due ore prima dell’atterraggio, proprio in base alle informazioni sulla posizione effettivamente raggiunta, date anche dal nostro sensore, verranno mandati gli ultimi comandi prima dell’atterraggio del lander”.

InSigt, che sta per Interior Exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport, è stata lanciata il 5 maggio scorso dalla base di Vandenberg, in California, ed è una delle missioni di punta della Nasa. La sonda sta viaggiando da oltre sei mesi per raggiungere la sua meta e la Nasa ha già fatto scattare il ‘timer’ sul suo sito istituzionale: mancano ormai poche ore.

InSight è il lander Nasa incaricato di riportare gli States sul suolo di Marte sei anni dopo il touchdown del rover Curiosity, avvenuto nell’agosto 2012. Il contatto con il pianeta è previsto poco prima delle 15,00 Estern standard time-Est di oggi, quando in Italia saranno circa le 20.53. Come Curiosity, la sfida che adesso attende InSight è affrontare quelli che la Nasa definisce i “sette minuti di terrore”, il tempo cioè che intercorre tra l’entrata in atmosfera marziana e il touchdown. Atterrare su Marte, infatti, “resta ancora oggi un passaggio critico per le missioni marziane per via dell’atmosfera rarefatta del pianeta che non fa da ‘freno naturale’ durante la discesa” sottolinea l’Asi.

Dunque sono decine e decine gli scienziati e tecnici a mantenere oggi il fiato sospeso in attesa che si compiano questi cruciali passaggi della missione. Basti pensare, ricorda l’Agenzia Spaziale Italiana, che l’atterraggio morbido è riuscito solo al 40% dei veicoli che lo ha tentato, e il primato, ad oggi, è ancora prerogativa esclusiva degli Stati Uniti. “Siamo tutti con il fiato sospeso perchè ogni volta che una sonda arriva su Marte è il momento per festeggiare anche se il lavoro del nostro team si compie quando il satellite arriva e orbita intorno al pianeta” ha sottolineato a sua volta, nei giorni scorsi, anche lo stesso esperto di Leonardo, Marco Molina.

Ma cosa aspetta Insight nelle prossime ore? La sequenza, delicatissima, prevede tre momenti principali: l’ingresso in atmosfera a una velocità di 5,5 chilometri al secondo durante il quale InSight deve effettuare la prima frenata grazie dall’accensione di piccoli razzi. Segue l’apertura di un grande paracadute che deve rallentare ulteriormente la veloce corsa del veicolo verso il suolo e, contestualmente, si verifica “l’espulsione dello scudo termico e sono dispiegate le tre gambe incaricate di ammortizzare l’urto del contatto” aggiunge l’Asi.

Infine, InSight deve sganciare anche scudo posteriore e paracadute ed accendere i 12 retrorazzi mentre il computer di bordo controllerà la discesa fino al touchdown. L’ammartaggio, così come è stato ormai definito “l’atterraggio” su Marte, è previsto sulla Elysium Planitia, il luogo del pianeta scelto, oltre che per la valenza scientifica, per le caratteristiche fisiche favorevoli, tanto da essere noto tra gli addetti come il più grande “parcheggio” di Marte. La prerogativa di InSight è che, una volta al lavoro, è il primo lander a studiare le profondità del suolo di Marte.

Il veicolo è accompagnato da due mini-satelliti, i cubesat Mars Cube One (MarCO), i primi del loro genere ad effettuare una missione oltre l’orbita bassa. I due veicoli, lanciati con InSight ma indipendenti rispetto al lander, devono testare la capacità di trasmettere, in tempo reale verso la Terra, i dati prodotti da Insight durante l’ingresso in atmosfera, la discesa e l’atterraggio. Ad alcune settimane dal landing, il braccio robotico del rover, lungo quasi due metri, colloca al suolo i due principali strumenti della missione: un sismometro che rileverà i i movimenti del sottosuolo e un sensore termico, progettato per arrivare in profondità -oltre tre metri- per misurare la quantità di energia proveniente dal profondo del pianeta.

Ed a bordo del lander è presente Larri, un microriflettore italiano di ultima generazione sviluppato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana. Il suo compito è fornire la posizione accurata del lander durante l’esplorazione di Marte. Il team della missione, ritiene che lo studio della stratificazione delle rocce marziane sarà di fondamentale importanza per rivelare i processi di formazione che hanno interessato Marte e gli altri pianeti rocciosi del Sistema Solare. Lo strumento Larri è gemello di Inri che era presente a bordo dello Schiapparelli -il lander della missione ExoMars del 2016 andato perduto nell’impatto con il suolo di Marte- e che avrà un ulteriore fratello sulla sonda Nasa Mars 2020 sempre grazie all’Asi.


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