Violenza e cori razzisti, pugno duro della Figc  

Scritto da il 25 novembre 2018

Violenza e cori razzisti, pugno duro della Figc

(Fotogramma/Ipa)

Pubblicato il: 26/11/2018 17:49

Sanzioni più dure contro la violenza sugli arbitri e match sospesi in caso di cori discriminatori. E’ la nuova stretta della Figc per punire le aggressioni nei confronti dei direttori di gara e le discriminazioni sugli spalti. I due temi erano all’ordine del giorno del consiglio federale odierno, il secondo sotto la presidenza di Gabriele Gravina (presente anche Andrea Agnelli in qualità di presidente dell’Eca).

Dando seguito a quanto annunciato nel corso del recente vertice al Viminale con il ministro Salvini e il sottosegretario Giorgetti, il numero uno di via Allegri ha reso noto che sarà riscritto il comma dell’articolo 19 del codice di giustizia sportiva al fine di prevedere almeno un anno di stop per i responsabili di episodi di ‘condotta violenta’ nei confronti dei direttori di gara.

“Ma dobbiamo aggiungere altro”, ha precisato Gravina, sottolineando che la volontà è quella di “risolvere in maniera definitiva il tema violenza, ma dobbiamo lavorarci sopra”. Il nuovo testo sarà definito già nelle prossime ore e prenderà spunto anche dalle regole sulla stessa materia di Fifa e Uefa e degli altri più importanti campionati europei. “Tolleranza zero? No, tolleranza meno uno“, ha evidenziato il presidente dell’Associazione italiana arbitri, Marcello Nicchi, lasciando la sede di via Allegri.

“L’argomento – ha rimarcato – è grave e va affrontato in modo deciso e subito. Spero che si volti pagina perché così non si può andare avanti, non possiamo mandare al massacro i nostri ragazzi”. Per quanto riguarda i cori discriminatori, per dirla con il presidente dell’Aia, “la norma c’è, va solo applicata”. E su questa linea si andrà avanti: “Ho parlato con Nicchi e Rizzoli sabato sera e li ho invitati all’applicazione rigida del protocollo”, ha sottolineato Gravina.

“Capisco le esigenze legate a equilibri diversi, ma ci sono norme chiare: l’arbitro fa fare il primo annuncio, poi il secondo e al terzo si va nello spogliatoio. Noi possiamo sospendere la partita, non interromperla perché questo è demandato alle forze di pubblica sicurezza”. Il consiglio federale ha anche varato le linee guida per il sistema delle licenze nazionali relative alla stagione 2019/2020, con la previsione di norme più stringenti per l’iscrizione ai campionati.

L’obiettivo è garantire il tempestivo avvio dei campionati anticipando i termini perentori degli adempimenti: presentazione della documentazione entro il 24 giugno e non più entro il 30, comunicazione il 4 luglio dell’esito dell’istruttoria da parte delle commissioni, con la possibilità di fare ricorso entro l’8 luglio.

Il 12 luglio, infine, il consiglio federale decide sulle ammissioni. “L’idea è che non ci sia più un’estate come quella scorsa. Ma pensare che una società possa non fallire è difficile”, ha riconosciuto Gravina, annunciando che il testo definitivo sarà approvato dal prossimo consiglio federale del 18 dicembre e che da quel giorno sarà anche istituita una task force per supportare i club. Ma guai a sgarrare sul pagamento degli stipendi. “Per le società che non pagano per due scadenze consecutive gli emolumenti – ha avvertito Gravina – c’è l’esclusione dal campionato”. Annunciati, infine, i membri del comitato di presidenza (oltre a Gravina ci saranno Sibilia, il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli, il consigliere della Lega di A Claudio Lotito e per le componenti tecniche l’allenatore Mario Beretta) e dei sei tavoli di lavoro: governance (coordinatore Giancarlo Gentile), Club Italia (coordinatore Simone Perrotta), impiantistica (coordinatore Andrea Cardinaletti), marketing (coordinatore Marco Canigiani), riforma dei campionati (coordinatore Umberto Calcagno) e giustizia sportiva (coordinatore Giancarlo Viglione).


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