Duello tv Di Maio-Calabresi  

Scritto da il 26 novembre 2018

Duello tv Di Maio-Calabresi

(Fotogramma)

Pubblicato il: 27/11/2018 21:58

“La libertà di stampa in questo Paese è la possibilità dei cittadini di conoscere i fatti. Per me sui giornali oggi ci sono troppe bugie e troppe campagne contro qualcuno. E ti viene da chiederti ‘ma non è che quell’editore fa quella campagna per propri interessi?'”. Lo ha detto Luigi Di Maio a Di Martedì.

Il vicepremier ha avuto un vivace scambio in studio con il direttore di Repubblica, Mario Calabresi, mostrando alcune prime pagine del quotidiano che, secondo Di Maio, non sarebbero corrette. “Dovete ammettere quando dite una bugia”, ha attaccato il leader M5S. “Dovreste farlo anche voi – ha ribattuto Calabresi – quando le balle le dice il governo, come la mettiamo?”.

“Luigi Calabresi era mio padre e come saprà è morto da circa 40 anni e questo è indicativo dell’approssimazione di come voi del M5S fate le cose” ha detto ancora Mario Calabresi rivolto a Di Maio, ricordando che una querela a Repubblica citata dal vicepremier era rivolta a Luigi, padre del direttore del quotidiano. “Ma si tratta solo di un errore formale”, ha ribattuto il ministro del Lavoro.

Riguardo alla vicenda che coinvolge il padre di Di Maio, il vicepremier ha affermato: “Quando ho lavorato per l’azienda di mio padre ero segnato regolarmente” con un contratto ed “esibirò tutti i documenti del caso“. “Se mio padre ha sbagliato dieci anni fa prendo le distanze da quel comportamento – ha ribadito – non da mio padre a cui voglio bene. Io non ero a conoscenza di questo fatto, se lo avessi saputo non l’avrei tenuto nascosto”.

“Avrei fatto come la Boschi se avessi utilizzato l’Ispettorato del lavoro, che è competenza del mio ministero, per coprire mio padre”, ha aggiunto il vicepremier. “Renzi e Boschi erano coinvolti nelle questioni che riguardavano i loro genitori. La Boschi da ministro andava nelle banche, alla Consob, a chiedere aiuto per il padre. Renzi e Lotti si occuparono di Consip” ha continuato Di Maio. “Io posso chiedere a un padre cosa ha fatto nella vita, ma non sempre i padri lo dicono ai figli. Detto questo non voglio scaricare mio padre”, ha concluso.


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