Manovra, sì al ritocco  

Scritto da il 26 novembre 2018

Manovra, sì al ritocco

(Foto Fotogramma)

Pubblicato il: 27/11/2018 08:09

Il governo è deciso ad andare avanti sulla manovra ma è pronto a fare qualche ritocco nell’ottica di un accordo con Bruxelles. Nessuna retromarcia, chiarisce Salvini. Sembra essere questa la strada intrapresa dopo la bocciatura da parte dell’Unione europea. “Non è una questione di decimali, obiettivo del governo è rilanciare la crescita e lo sviluppo” hanno il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i suoi vice Matteo Salvini e Luigi Di Maio, al termine del vertice sulla manovra svoltosi a Palazzo Chigi. “Per quanto riguarda il dialogo in corso con le istituzioni europee, si è concordato – hanno aggiunto – di attendere le relazioni tecniche sulle proposte di riforma che hanno più impatto sociale, al fine di quantificare con precisione le spese effettive. Le somme recuperate saranno riallocate, privilegiando la spesa per investimenti, con particolare riferimento a quelle necessarie per mettere in sicurezza il territorio e a contrastare il dissesto idrogeologico”. “Confermati gli obiettivi già fissati – hanno detto ancora Conte, Salvini e Di Maio – in particolare sulle pensioni, sul reddito di cittadinanza e sulla tutela del risparmio”.

L’ex premier Matteo Renzi ha parlato di “retromarcia del popolo”, ma secondo Matteo Salvini “potrebbe essere anche un’avanzata per uscire dalla trincea, bisogna vedere come la si guarda”. “Se ci si rende conto che è l’unico modo per ottenere il via libera alla manovra allora io così gli tolgo un alibi: se continuano a dire di no allora vuol dire che è una cosa pregiudiziale”, ha spiegato il vicepremier. “Io e Di Maio abbiamo messo a bilancio un budget per coprire le pensioni ed il reddito di cittadinanza”, spiega. Sulle pensioni “diamo la facoltà a chi vuole, e si calcola che siano 5-600mila, di andare in pensione, ma non tutti ci andranno” quindi “se non va il 100% della platea non c’è bisogno di appostare tutti quei soldi nel 2019, ma si possono spostare nel 2020 e negli anni successivi”.

Insomma l’idea sarebbe quella di un ritocco ai decimali sì, spostando il rapporto deficit/Pil da quel 2,4% così inviso a Bruxelles, ma non ai saldi della manovra. Che, stando a quanto riferito da fonti di governo all’Adnkronos, resta ferma a 37 miliardi. Su questa strada intende attualmente muoversi il governo giallo-verde nella complessa trattativa con l’Europa per evitare di incorrere nella procedura di infrazione. Per non scendere sotto i 37 miliardi -lo 0,2% concesso a Bruxelles si tradurrebbe in ben 3 miliardi in meno- si lavora per rimodulare le voci di spesa e mantenere dunque i saldi invariati. Spostando, ad esempio, le ‘poste’ sulle infrastrutture, a partire dalle spese per il dissesto idrogeologico che non andrebbero a gravare nel rapporto deficit/Pil.

D’altra parte “un dialogo sereno e costruttivo con l’Europa sicuramente ci aiuterà a rassicurare i mercati finanziari e avere la fiducia degli investitori”, aveva detto Conte in giornata. Sullo spread “mi sembra che ci sia stato qualche segnale positivo. Ovviamente dobbiamo tutti fare la nostra parte per realizzare quel sistema Italia per dare fiducia agli investitori”. I mercati finanziari “devono sentirsi rassicurati che noi siamo un governo che agisce con un piano ben preciso, la manovra è ben strutturata e abbiamo le idee molto chiare”, ha aggiunto.


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