Mattarella: “Senza finanze solide non si tutelano i diritti”  

Scritto da il 27 novembre 2018

Mattarella: Senza finanze solide non si tutelano i diritti

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Pubblicato il: 28/11/2018 20:00

“È evidente come, senza finanze pubbliche solide e stabili, non risulti possibile tutelare i diritti sociali in modo efficace e duraturo, assicurando l’indispensabile criterio dell’equità intergenerazionale”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale i magistrati di nuova nomina della Corte dei Conti. “Dopo la revisione costituzionale del 2012 e la modifica dell’articolo 81 della Costituzione – ha ricordato il Capo dello Stato – l’equilibrio di bilancio, osserva la Corte costituzionale, implica ‘in prospettiva dinamica la continua ricerca di un armonico e simmetrico bilanciamento tra risorse disponibili e spese necessarie per il perseguimento delle finalità pubbliche’. L’esercizio di bilancio ha a che fare con il pieno dispiegarsi dei diritti delle persone, la sana gestione con la tutela della solidarietà intergenerazionale”.

“La nascita e lo sviluppo dello Stato democratico – ha proseguito Mattarella – sono indissolubilmente legati all’affermazione e all’espansione dei diritti sociali quale strumento idoneo ad affermare i principi di libertà e di eguaglianza posti dal costituente a fondamento della Repubblica”. “Una delle sfide più impegnative del tempo in cui viviamo – ha quindi avvertito il presidente della Repubblica – sta proprio nella ricerca di un contemperamento tra esigenze di bilancio e tutela dei diritti sociali sanciti dalla Costituzione. Si tratta di un tema delicato che richiede di agire sempre con grande saggezza. Vi sono, da un lato, diritti incomprimibili che devono essere salvaguardati, con priorità su altri interessi, anche a fronte di pressanti esigenze di bilancio”.

“È, d’altronde, evidente – ha sottolineato Mattarella – come, senza finanze pubbliche solide e stabili, non risulti possibile tutelare i diritti sociali in modo efficace e duraturo, assicurando l’indispensabile criterio dell’equità intergenerazionale”. “In quest’ambito – ha concluso il Capo dello Stato – il bilanciamento dei valori e la verifica delle compatibilità spettano agli organi di indirizzo politico, nel rispetto del dettato costituzionale. Compete, invece, alla magistratura contabile, come ci ricorda la Corte costituzionale, ‘il controllo complessivo della finanza pubblica ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica’ e in funzione di ‘garanzia dell’equilibrio economico-finanziario del settore pubblico e della corretta gestione delle risorse collettive'”.


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