Caso Magherini, Cassazione: “Morte non prevedibile da carabinieri” 

Scritto da il 28 novembre 2018

Caso Magherini, Cassazione: Morte non prevedibile da carabinieri

(Foto da Facebook)

Pubblicato il: 29/11/2018 21:20

La morte di Riccardo Magherini avvenuta in strada a Firenze il 3 marzo 2014 per arresto cardiocircolatorio dopo essere stato ammanettato e messo prono dai carabinieri mentre era “in delirio eccitatorio” per “intossicazione da cocaina” – non era “prevedibile, perché le forze dell”ordine non avevano le competenze specifiche in materia” di arresto di persone in simili condizioni psicofisiche. E’ quanto scrivono i giudici della quarta sezione penale della Corte di Cassazione nelle motivazioni della sentenza con cui due settimane fa hanno assolto i tre carabinieri accusati di omicidio colposo per la morta del 43enne ex calciatore delle giovanili della Fiorentina.

Magherini morì durante un arresto da parte dei carabinieri la notte tra il 2 e il 3 marzo del 2014, in Borgo San Frediano. I tre carabinieri lo bloccarono mentre, sotto l’effetto di cocaina e in preda ad allucinazioni, convinto di essere inseguito da qualcuno che voleva ucciderlo, invocava aiuto in Borgo San Frediano, nel cuore del suo quartiere. Magherini quella sera era uscito a cena in un ristorante, poi aveva iniziato a vagare per le strade del quartiere gridando che gli avevano rubato portafoglio e cellulare. Era quindi entrato in una pizzeria dove aveva continuato a dare in escandescenze. Tornato in strada, era stato bloccato dai carabinieri e ammanettato a terra, a pancia in giù e a torso nudo, per almeno un quarto d’ora. All’arrivo di un’ambulanza senza medico a bordo, l’ex calciatore fu trasportato nel reparto di rianimazione dell’ospedale Santa Maria Nuova, dove alle 2.45 ne venne constatato il decesso. I tre militari erano stati condannati in primo e secondo grado. I familiari di Magherini faranno ricorso alla Corte di Strasburgo, ed è partita una raccolta fondi per sostenere questa iniziativa.

Secondo i giudici della Cassazione, i carabinieri – per evitare la morte della vittima mettendolo seduto perché respirasse meglio – “avrebbero dovuto prospettarsi e prevedere in concreto un quadro di conseguenze dannose per l’organismo umano che solo il sapere scientifico entrato nel processo attraverso approfondite perizie mediche ha poi reso note”. Nelle motivazioni della sentenza si legge inoltre che , nell’agire dei militari che bloccarono Magherini, “si registra” un “solo atto violento non giustificato”: si tratta dei due calci sferratigli quando era già a terra e “contenuto” dai carabinieri.


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