Contrattazione collettiva al centro del confronto Fonarcom  

Scritto da il 28 novembre 2018

Contrattazione collettiva al centro del confronto Fonarcom

(Fotogramma)

Pubblicato il: 29/11/2018 10:14

Il tema della rappresentatività e delle nuove norme di contrattazione collettiva è stato al centro della tavola rotonda Fonarcom tenutasi nell’ambito del ‘5° Forum TuttoLavoro’ organizzato da Wolters Kluwer. L’evento è stato moderato da Paolo Stern, coordinatore del Centro studi Cpo di Roma.

Nel corso del suo intervento, il presidente del Cnel, Tiziano Treu, ha dichiarato: “Desidero sottolineare l’importanza dei corpi sociali intermedi, espressione di vitalità e di pluralismo dell’intero sistema economico e sociale e rivendico l’importanza del Cnel, sintesi delle dinamiche associative. Ritengo auspicabile un sistema certificatorio della qualità della contrattazione collettiva (per esempio, nel settore metalmeccanico il 95% degli accordi analizzati è in linea con quelli ritenuti più rappresentativi) che, partendo da un minimo contributivo e retributivo, universalmente riconosciuto, focalizzi l’attenzione sugli altri elementi che compongono il trattamento economico complessivo riconosciuto al lavoratore”.

Nello stesso solco Cesare Damiano, già ministro del Lavoro, per cui “bisogna andare oltre la contrapposizione manichea tra attori sociali confederali e attori autonomi operando un’analisi quantitativa ma soprattutto qualitativa della contrattazione collettiva”.

Per il presidente del ‘Centro Studi Incontra’, Salvatore Vigorini, “i veloci cambiamenti della nostra era digitale hanno generato un ‘mismatch’ tra domanda e offerta di lavoro e, soprattutto, di competenze; i fondi, in virtù della loro vicinanza al mondo delle imprese, potrebbero giocare un ruolo chiave nell’identificazione del fabbisogno di competenza e nell’azione formativa conseguente.

“Altresì, va ripensato anche l’attuale modello di contrattazione collettiva, per certi aspetti non più adeguato a rispondere alle effettive esigenze di imprese e lavoratori. Si può guardare a un nuovo modello in cui la libertà sindacale torni a essere un valore fondato su pluralismo, formazione, welfare, bilateralità e contrattazione di secondo livello”, ha avvertito.

Alla tavola rotonda sono intervenuti anche: Paola Marino, giudice del lavoro presso il Tribunale di Palermo, Edmondo Duraccio, presidente dell’Ordine dei consulenti del lavoro di Napoli, Maurizio Ballistreri, professore ordinario del Diritto del lavoro dell’Università di Messina.


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