“L’ho fatto per difendermi”, applausi per il gommista  

Scritto da il 28 novembre 2018

L'ho fatto per difendermi, applausi per il gommista

(Fotogramma)

Pubblicato il: 29/11/2018 09:35

Una piccola folla lo ha aspettato davanti ai cancelli della ditta di Monte San Savino. Poi, al suo arrivo, gli applausi e le grida di incoraggiamento per il gommista che due notti fa ha ucciso uno dei ladri che si era introdotto nella sua attività. “Bravo Fredy, bravo”, urlano a Fredy Pacini che attraverso l’avvocato fa sapere di aver agito “con legittima difesa a tutti gli effetti”.

Da indagato, con l’ipotesi di eccesso colposo di legittima difesa, Pacini è “perfettamente tranquillo e con la coscienza a posto. Ovviamente è costernato e dispiaciuto per quanto accaduto“. A dirlo all’AdnKronos è l’avvocato Alessandra Cheli, difensore del 57enne che ha subito 38 furti in pochi mesi e che la notte del 27 novembre scorso ha sparato, uccidendolo, 5 colpi contro un 29enne moldavo. L’iscrizione nel registro degli indagati di Pacini, ha spiegato l’avvocato Cheli, è un “atto dovuto e giusto perché c’è da accertare un fatto, ci sono delle indagini in corso. L’indagine è doverosa e si attendono le risultanze con assoluta serenità”.

Pacini, in accordo con l’avvocato Cheli e il suo collega Giacomo Chiuchini, ha chiesto di essere interrogato dal pm titolare del fascicolo di indagine, il sostituto procuratore Andrea Claudiani. “Per rispetto delle istituzioni e dell’autorità giudiziaria, in attesa di rendere l’interrogatorio” Pacini non rilascerà dichiarazioni personalmente alla stampa e ai mezzi di informazione, ha precisato Cheli. Il gommista ha però ringraziato, tramite il suo legale, “tutti coloro che hanno espresso solidarietà e vicinanza”.

Fredy Pacini, così racconta chi lo conosce bene, ha due soli interessi nella vita: il lavoro e la famiglia. E’ sposato e con due figlie, una maestra e l’altra lavora con lui nella ditta. E’ una persona rispettata e da tutti conosciuta a Monte San Savino, anche per le sue recenti traversie legate a continui raid dei ladri. Secondo i suoi legali, la reazione di Pacini va inquadrata in uno stato psicologico “dirompente”, un commerciante che da tempo viveva “una situazione insostenibile”, dopo ben 38 tra furti tentati e realizzati, non tutti però denunciati alle forze dell’ordine. Per Fredy Pacini sono giorni “terribili”, peraltro con il suocero ricoverato in ospedale in fin di vita: la scorsa notte sua moglie non era con lui nella casa sopra il magazzino, perché era al suo capezzale.


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