Manovra, ipotesi rimodulazione 4,5-5 miliardi  

Scritto da il 29 novembre 2018

Manovra, ipotesi rimodulazione 4,5-5 miliardi

(Afp)

Pubblicato il: 30/11/2018 19:40

Rimodulare la manovra di 4,5-5 miliardi tra tagli e risparmi -dunque ben oltre i 3,4 miliardi di cui si è parlato in questi giorni- così da spostare l’asticella del rapporto deficit/Pil verso il 2,1%. Questa, a quanto apprende l’Adnkronos da autorevoli fonti di governo, una delle ipotesi alla quale l’Italia starebbe lavorando per evitare il ‘cartellino rosso’ dell’Europa, ovvero di incorrere nella temuta procedura di infrazione sul debito.

Ogni ipotesi sul tavolo e, soprattutto, ogni cifra sarebbe ancora in evoluzione, fino al momento in cui si chiuderà l’accordo tra i partner di governo. Partner che sembrano essere entrati nell’ottica di ritoccare la legge di bilancio. ”L’obiettivo di questo governo è evitare la procedura d’infrazione, ma senza tradire gli italiani”, ha detto oggi Luigi Di Maio. Parole che fanno eco a quelle pronunciate l’altro giorno da Matteo Salvini: “Faremo di tutto per evitare una procedura di infrazione contro l’Italia”. Lo stesso messaggio di cui si è fatto interprete oggi il premier Giuseppe Conte al G20: “Lavoriamo per evitare la procedura di infrazione” .Per la commissione europea un taglio del deficit dello 0,2% non sarebbe sufficiente a scongiurare l’intervento sui conti. La richiesta che arriva da Bruxelles è scendere dal 2,4 almeno al 2%. Tradotto, circa 7 mld.

Dei ritocchi alla legge di bilancio si potrebbe parlare in un nuovo vertice di governo al rientro di Conte e Giovanni Tria dal G20 di Buenos Aires, prima dell’approdo della manovra in Aula alla Camera, dove è attesa martedì alle 14. Si ragiona su possibili tagli aggiuntivi di spesa per circa un miliardo, mentre, stando ai rumors, possibili risparmi potrebbero emergere nel corso della stesura dei due decreti che introdurranno i due interventi chiave del governo giallo-verde –reddito di cittadinanza e quota 100– fermo restando che obiettivi e mission dei due capisaldi, spiegano fonti di governo, non cambiano.

Intanto il dialogo continua. Ieri il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha avuto un incontro bilaterale con il commissario Ue Pierre Moscovici a margine del G20 a Buenos Aires nel solco del confronto in corso tra Roma e Bruxelles. E anche oggi dall’Argentina sono arrivate aperture di credito verso l’Italia dallo stesso Moscovici e dal presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker.


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