La stalla di Di Maio, nuove accuse da Le Iene  

Scritto da il 2 dicembre 2018

Di Maio, nuove accuse da Le Iene

(fermo immagine dal sito Le Iene)

Pubblicato il: 03/12/2018 11:00

Le Iene non mollano la presa e tornano sul caso dell’azienda di famiglia del vicepremier e capo politico del Movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio. Nella terza puntata dell’inchiesta di Filippo Roma e Marco Occhipinti andata in onda ieri sera, la trasmissione ha mostrato alcune immagini delle proprietà del padre del vicepremier Antonio, terreni e costruzioni a Mariglianella (Napoli), parte dei quali è stata sequestrata qualche giorno fa.

Grazie all’aiuto di un drone, Le Iene hanno individuato la presenza di quattro fabbricati che non risultano al catasto e che il sindaco del paese ha confermato essere abusivi. E su quel terreno, d’estate, appariva anche una piscina montabile. Ma l’inchiesta de Le Iene va oltre. Uno dei quattro lavoratori che ha dichiarato di aver lavorato in nero per la ditta dei Di Maio e che ha fatto causa all’azienda ricorda che il vicepremier in passato non si sarebbe limitato a lavorare come muratore d’estate, ma, sostiene il testimone, si sarebbe occupato “di logistica, consegnando qualche volta gli attrezzi agli operai”. Interpellato da Filippo Roma, Luigi Di Maio si difende: “Mio padre diceva ‘vai lì e apri la porta’ ma ciò non significa essere inquadrati. Io aprivo il catenaccio, gli operai prendevano quello che gli serviva e poi andavano via”.

Roma mostra poi al vicepremier i quattro fabbricati presenti sul terreno: “Questi sono edifici che stanno lì dalla Seconda guerra mondiale”, commenta Di Maio. E indicandone uno, afferma: “Questa è una stalla“. Le Iene però insistono e fanno vedere al vicepremier una foto satellitare del terreno risalente al 2002, nella quale dei fabbricati non c’è traccia. Mentre in un’altra del 2008, si vedono chiaramente. “E’ improbabile che non ci siano nel 2002 – ribatte Di Maio – perché io me li ricordo da piccolo”. Il vicepremier afferma di vederli comunque nella foto del 2002 che gli mostrano le Iene. Quella che viene indicata come “stalla” da Di Maio, afferma Filippo Roma, sarebbe in realtà una villetta con patio, usata anche per delle cene con amici. A dimostrazione di questa tesi la trasmissione fa vedere una foto del 2013 che ritrae lo stesso Di Maio mentre fa il bagno nella piscina montabile.

L’ultimo capitolo dell’inchiesta de Le Iene arriva dopo la denuncia di un operaio che ha raccontato di aver lavorato in nero per l’impresa edile del padre di Di Maio alla quale è seguita quella di altri tre lavoratori. Tutti episodi che fanno riferimento al periodo tra il 2008 e il 2010, prima che Luigi Di Maio entrasse nell’assetto proprietario dell’azienda (nel 2014) e quando il proprietario risultava essere il padre Antonio. “Noi abbiamo ascoltato dei testimoni che ci raccontano che il padre di Di Maio era quello che assumeva i lavoratori, li pagava, li controllava, di fatto era il proprietario. Perché – si chiedono Le Iene – papà Antonio Di Maio non compare mai dal 2006 nell’assetto proprietario dell’azienda, né come socio né come amministratore?”

Dai documenti mostrati da Le Iene risulta infatti che dal 2006 Antonio Di Maio non ha alcun ruolo di dirigente nell’azienda, perché quell’anno viene fondata l’Ardima srl, intestata alla madre di Luigi Di Maio, Paolina Esposito, ceduta poi nel 2014 al ministro Di Maio e alla sorella Rosalba. “Tra il 2006 e il 2013 la madre di Di Maio è anche insegnante, secondo la legge non poteva essere dipendente pubblico e proprietaria di un’azienda – affermano ancora Le Iene -. Inoltre, nel 2010 risulta che sui terreni di Mariglianella, di proprietà di Antonio Di Maio, Equitalia ha iscritto un’ipoteca legale del valore di oltre 300mila euro per un credito di 176mila euro”. E a tal proposito Le Iene avanzano anche un altro sospetto: “Non è che mamma Paolina e poi Luigi Di Maio e la sorella Rosalba sono, ai sensi della legge, dei prestanome per aiutare il papà Antonio a salvare la ditta da Equitalia?”.


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