Attila alla Scala, 5 cose da sapere  

Scritto da il 6 dicembre 2018

Attila alla Scala, 5 cose da sapere

(credit Brescia/Amisano – Teatro alla Scala)

Pubblicato il: 07/12/2018 11:44

Opera giovanile di Giuseppe Verdi, fra le più rappresentate durante il Risorgimento, ‘Attila‘ inaugura oggi la stagione 2018-2019 della Scala di Milano. Sul podio il direttore musicale Riccardo Chailly, che prosegue la sua ricognizione del repertorio italiano ripercorrendo gli anni giovanili di Verdi: ‘Attila’ segue ‘Giovanna d’Arco’, che aprì la stagione 2015/2016, e prelude a ‘Macbeth’ che verrà rappresentata nei prossimi mesi. L’allestimento è affidato a Davide Livermore, che dopo il debutto scaligero con Tamerlano di Händel ha già collaborato con il Maestro Chailly nei mesi scorsi per Don Pasquale di Donizetti.

LA TRAMA – Opera dalle forti tinte patriottiche, nona del repertorio verdiano, ‘Attila’ è tratta da un dramma di Zacharias Werner, ‘Attila, Koenig der Hunnen’, scelto da Verdi dopo la lettura di ‘De l’Allemagne’, di Madame de Stael, in cui l’autrice lo riassume. Il libretto, in un primo momento affidato a Temistocle Solera, autore fra l’altro del ‘Nabucco’, non piacque a Verdi che chiese l’intervento di Francesco Maria Piave. Una richiesta che offese Solera, soprattutto dopo gli stavolgimenti apportati da Piave, e causò la rottura definitiva tra il librettista e il compositore.

L’opera si compone di un prologo e tre atti ed è ambientata ad Aquileia attorno alla metà del V secolo. Attila guida gli Unni, che hanno appena saccheggiato la città, quando rimane colpito da Odabella, figlia del signore di Aquileia, che trama vendetta dopo che l’invasore le ha sterminato la famiglia. Attila rimane colpito dal coraggio di Odabella, che ha guidato alcune donne nella resistenza agli invasori e le regala la sua spada. Attila incontra poi il generale romano Ezio, che gli propone di dominare il mondo ma di lasciargli l’Italia. Attila però rifiuta l’accordo. Intanto a Rio Alto, gli eremiti aiutano i profughi di Aquileia condotti da Foresto, marito di Odabella che piange l’amata e giura di ritrovarla.

Nel primo atto, Odabella, arrivata alle porte di Roma, si sfoga e ripensa al padre. Arriva Foresto, che accusa la ragazza di averlo tradito con Attila, ma lei gli rivela di voler uccidere l’invasore con la sua stessa spada. Nel frattempo, Attila nella sua tenda ha un incubo, che racconta allo scudiero Uldino: mentre si prepara a conquistare Roma, la voce di un vecchio gli intima di non avvicinarsi. Uldino lo rassicura, e Attila si prepara all’invasione. Da lontano appare una processione guidata dall’anziano Papa Leone l che gli impone di stare lontano da Roma. Attila è terrorizzato perché il sogno che lo ha tanto scosso si è appena avverato.

Il secondo atto si apre con Ezio, che ricorda i tempi antichi dell’onore romano e viene a sapere che l’imperatore Valentiniano ha imposto una tregua con gli Unni. Arriva Foresto che gli svela che Attila sta per essere ucciso. Durante un banchetto Foresto dice a Odabella che Attila sta per bere una coppa avvelenata preparata da lui. Ma Odabella, determinata a vendicare lei stessa suo padre, avverte Attila e gli chiede di risparmiare Foresto. L’invasore la accontenta e le impone di sposarlo. Nell’atto finale, Foresto viene a sapere da Uldino che i romani sono pronti a uccidere Attila. Arrivano anche Ezio e Odabella, che fugge dall’altare ma viene ripudiata da Foresto. Attila entra ma viene fermato dai tre, che vogliono eliminarlo. Mentre i romani attaccano gli Unni, Odabella pugnala a morte Attila.

IL CAST – Sul palco, a vestire i panni del re degli unni sarà Ildar Abdrazakov, al suo terzo 7 dicembre. Mentre Saioa Hernandez interpreta Odabella. Fabio Sartori è Foresto e George Petean l’ambiguo generale romano Ezio. Francesco Pittari e Gianluca Buratto rivestono i ruoli brevi ma non secondari di Uldino e Papa Leone. Il Coro del Teatro alla Scala e il Coro di Voci Bianche dell’Accademia Teatro alla Scala sono diretti dal Maestro Bruno Casoni. ‘Attila’, che ebbe la sua prima scaligera nel dicembre 1846, a pochi mesi dalla prima assoluta alla Fenice di Venezia (il 17 marzo 1846) fu un successo travolgente con 31 rappresentazioni.

L’ALLESTIMENTO – L’allestimento, che userà tecnologie avanzate per dare forma allo spettacolo, ha avuto una lunga ‘gestazione’. “L’evoluzione di un nuovo allestimento progredisce dall’inizio alla fine, è un’interazione quotidiana tra regista, direttore e sovrintendente, quindi è vero che ci sono delle cose che poi vengono orientate diversamente, è giusto che sia così”, ha spiegato il direttore Riccardo Chailly. L’esempio è quello del crollo del grande ponte sul palco, che non avverrà per rispetto delle famiglie coinvolte nella tragedia del Ponte Morandi a Genova. “Abbiamo rispetto per le anime dei morti, non ci sarà alcun crollo perché lo abbiamo già visto nella nostra contemporaneità con dolore enorme”, ha spiegato il regista Davide Livermore, che con l”Attila’, un’opera incentrata sull’invasione di uno straniero, non ha voluto mandare nessun messaggio politico. “Io non faccio politica, non mi interessa dare lezioni, faccio militanza culturale”, ha aggiunto Livermore. Verdi “non era un compositore che cavalcava i like, non ha mai avuto né cercato un facile consenso, era lo specchio implacabile attraverso cui la società vedeva riflesse le sue ipocrisie e i suoi lati oscuri”. Insieme a Livermore, hanno lavorato all’allestimento Giò Forma per le scene, arricchite dai video di D-Wok, e Gianluca Falaschi per i costumi.

LA POLITICA A TEATRO – Per l’Attila, oltre al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sul palco reale saranno ospiti il ministro delle Finanze, Giovanni Tria, il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, e il ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio. Con loro, siederà un’altra carica dello Stato: la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. E non mancheranno il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e il presidente della Regione, Attilio Fontana. La curiosità per il barbaro per eccellenza, ha fatto registrare quasi il tutto esaurito alla Scala, con solo una manciata di posti ancora liberi.

DOVE VEDERE LA PRIMA – L’evento più esclusivo dell’anno, per il terzo consecutivo, si potrà vedere in diretta su Rai1, a partire dalle 17.45. A Milano, saranno trentasette i luoghi di proiezione della diretta: dalla Galleria al Teatro Dal Verme, ma anche gli istituti penitenziari San Vittore e Cesare Beccaria, insieme alla Casa dell’Accoglienza ‘Enzo Jannacci’. Tra le nuove sedi, i grandi alberghi Hotels Four Points by Sheraton, Double Tree by Hilton e Grand Hotel Villa Torretta. Sempre più ampio il numero delle proiezioni in diretta nei municipi: dal Barrio’s al MuDeC, dal Borgo Sostenibile Figino a Villa Scheibler, dal Teatro Munari fino al Mercato Comunale Ferrara.


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