Conte: “Non andrò a Bruxelles con libro dei sogni”  

Pubblicato da in data 10 Dicembre 2018

Conte: Non andrò a Bruxelles con libro dei sogni

(Afp)

Pubblicato il: 11/12/2018 10:58

“Superare un rigorismo miope, che pretende di combattere l’instabilità con misure che invece finiscono per favorirla”. Giuseppe Conte, alla Camera per le comunicazioni del governo in vista del prossimo Consiglio europeo, si appella all’Ue con una considerazione “che si applica anche al nostro rapporto con l’Europa per quanto riguarda la legge di Bilancio”

Parole che arrivano il giorno prima dell’incontro a Bruxelles con il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, incontro al quale Conte non si presenterà “con un libro dei sogni, ma presenterò uno spettro completo del progetto riformatore dell’esecutivo. E con il supporto di un approfondito lavoro istruttorio che ho personalmente e direttamente coordinato mi confronterò sui numeri, nella consapevolezza di essere in possesso dei dati macroeconomici per dimostrare che la manovra economica del governo è stata concepita conoscendo bene la realtà economica italiana ed è stata strutturata nei suoi contenuti per rispondere alle esigenze del Paese, certamente all’interno del perimetro tracciato dalle regole e dai vincoli di finanza pubblica che derivano dall’adesione all’Unione europea e all’appartenenza alla zona euro”.

“La manovra – ha spiegato ancora Conte – è concepita considerando bene la realtà economica del Paese” e nella consapevolezza di “rispettare i vincoli derivanti dall’appartenenza all’Europa” ma “non possiamo limitarci a considerare solo i dati contabili”. Conte ha quindi sottolineato la necessità di fronteggiare “l’impoverimento dovuto a un lungo ciclo di crisi economica” e ai “fenomeni negativi della globalizzazione”, con “cittadini esclusi” dopo che “sono stati messi in discussione diritti sociali che sembravano fissati per sempre” e, dunque, il governo è impegnato a “invertire questa tendenza”.

L’Italia, ha continuato il premier, è “parte della Ue e per questa ragione stiamo facendo di tutto per andare incontro e diradare le perplessità sollevate dalla Commissione. Ci siamo adoperati per illustrare puntualmente i nostri obiettivi, rivendicando il diritto di effettuare una manovra di carattere espansivo”. Con l’Europa “siamo nel mezzo di un confronto serrato che confidiamo leale e paritario nell’auspicio che si possa trovare un punto di equilibrio e di convergenza. Resto fiducioso del buon esito del dialogo. In gioco c’è l’idea stessa di rappresentanza politica. E’ il senso del nostro ruolo e della nostra missione”, ha aggiunto.

“Logorare l’azione riformatrice del governo – avverte Conte – sarebbe una strategia miope, un tentativo di reprimere istanze che resterebbero comunque vive nella nostra societa’ e che potrebbero ripresentarsi in prossimo futuro in forme che difficilmente potremmo prevedere”.

“I diritti costano”, ha poi sottolineato Conte, ma “sono costi che le società democratiche devono sostenere se veramente credono nel primato della persona umana”, che “non può essere sacrificato per perseguire altri pur legittimi obiettivi. Se populismo significa ridurre lo iato tra popolo ed elite restituendo al popolo la sovranità e rendendo il compito della rappresentanza realmente aderente alla tutela degli interessi rappresentati, rivendichiamo di essere populisti“.


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