Fondi Lega, tensione Di Maio-Salvini  

Pubblicato da in data 10 Dicembre 2018

Fondi Lega, tensione Di Maio-Salvini

(Foto Fotogramma)

Pubblicato il: 11/12/2018 17:21

L’indagine in corso a Bergamo sui presunti finanziamenti illeciti alla Lega, riaccende la tensione tra i partner di governo. Un botta e risposta firmato dai due vicepremier, a distanza di alcune ore, con Di Maio che parlando all’Adnkronos attacca l’alleato: sulla vicenda, spiega, chiederà “chiarimenti allo stesso Salvini“, certo che “non minimizzerà”. In serata la risposta da Gerusalemme di Salvini: “Non commento le azioni della magistratura, io non minimizzo, chi sono io per minimizzare?”. “Spero facciano bene e in fretta, sono sereno – dice riferendosi agli inquirenti -. Aggiungo che siamo l’unico partito che ha avuto i conti bloccati, l’altro precedente è in Turchia”. Nel frattempo la giornata vede salire i toni, con una levata di scudi da parte della Lega che accusa i Cinque Stelle di giacobinismo e di minacce, come quella di richiamare la spazzacorrotti. I primi a gettare benzina sono D’Uva e Patuanelli, capigruppo M5S di Camera e Senato, che in scia del leader chiedono chiarimenti sulla vicenda dei presunti finanziamenti all’associazione ‘Più Voci’, su cui gli inquirenti indagano per finanziamento illecito dei partiti, con l’ipotesi di contributi finiti nelle casse della Lega, di cui è tesoriere Giulio Centemero. “Noi da sempre ci battiamo contro i finanziamenti illeciti ai partiti”, dicono, aggiungendo che “per questo motivo nello ‘Spazzacorrotti’, che approveremo nelle prossime settimane, prevediamo norme di assoluta trasparenza sui finanziamenti a partiti, movimenti e fondazioni”.

I leghisti non prendono bene l’attacco sferrato prima da Di Maio, e poi con durezza inaspettata, dai capigruppo. Facce scure e qualche mugugno, ma la linea, per ora, è quella espressa da Riccardo Molinari, il capogruppo della Lega a Montecitorio che taglia corto: “Nessuna replica ai Cinque stelle che ci attaccano su Centemero, no comment”, dice all’AdnKronos. Linea ribadita da un sms che arriva a tutti i parlamentari del Carroccio: ‘di questa vicenda meglio non parlare’. “La loro storia li tiene schiavi di un sentimento giacobino che finisce per creare terrore”, dice un deputato in un capannello di parlamentari fedelissimi di Salvini. “Non si può vivere vedendo degli spettri, la corruzione è esistita e esiste ma vediamo più ingiustizie che corrotti in galera”, aggiunge un altro. Non vanno giù quelle che sembrano minacce: “Tirano fuori la ‘Spazzacorrotti’ contro di noi”, si fa scappare un parlamentare contrariato.

“Mi fa piacere che Salvini non minimizzi questa vicenda perché noi non la minimizziamo”, ha controreplicato Di Maio ribadendo: gli “chiederò chiarimenti” sull’indagine.


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