Manovra, Ue: “Tutte le opzioni aperte”  

Pubblicato da in data 17 Dicembre 2018

Manovra, Ue: Tutte le opzioni aperte

(Foto Xinhua)

Pubblicato il: 18/12/2018 14:06

Nei confronti dell’Italia “tutte le opzioni sono aperte. Starà al collegio decidere sui prossimi passi”. A precisarlo è la vice portavoce capo della Commissione europea Mina Andreeva, durante il briefing con la stampa a Bruxelles. Rimane quindi aperta, come emerso ieri sera, anche la possibilità che domani il collegio decida di raccomandare al Consiglio l’apertura di una procedura basata sul debito (la decisione del Consiglio, cioè il lancio effettivo della procedura, poiché la Commissione raccomanda e il Consiglio decide, non avverrebbe in ogni caso prima del 22 gennaio). Però il “lavoro” tra la Commissione europea e il governo italiano sulla manovra “continua e il dialogo è in corso, sottolinea Andreeva. Riguardo all’umore del collegio dei commissari nei confronti del governo italiano, “in generale, il nostro stato d’animo è sempre calmo, guardiamo ai fatti e decidiamo sulla base dei fatti”, sottolinea Andreeva aggiungendo che nel collegio dei commissari europei di domani il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis e il commissario Pierre Moscovici “faranno il punto della situazione sulla manovra italiana”.

Va quindi avanti la trattativa tra il governo e l’Unione europea per evitare la procedura di infrazione sulla manovra. Il premier Giuseppe Conte questa mattina ha impugnato il telefono chiamando prima il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, e a stretto giro il commissario Pierre Moscovici. Intanto, però, la conferenza stampa di fine anno del presidente del Consiglio, organizzata dall’Ordine nazionale dei giornalisti in collaborazione con l’Associazione della stampa parlamentare, si svolgerà in una data diversa da quella del 21 dicembre originariamente prevista, che sarà successivamente comunicata da Palazzo Chigi.

Nel frattempo, a quanto apprende l’Adnkronos da fonti autorevoli, il presidente del Consiglio avrebbe difeso il lavoro portato avanti in queste settimane, a partire da quella limatura del rapporto deficit/Pil portato con fatica al 2,04%. Numeri reali, avrebbe spiegato il premier, è non frutto di un’operazione di ‘maquillage’. Le modifiche apportate sono sostanziali, fatte per evitare il cartellino rosso. L’Italia non sta giocando, ma lavorando a pancia bassa.

Ma nella telefonata con Dombrovskis e Moscovici, Conte avrebbe anche chiarito la propria indisponibilità a ritocchi al reddito di cittadinanza e quota 100. Spendendosi in prima persona e non a nome dei due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. E’ per il premier, viene infatti assicurato dalle stesse fonti, che le due misure bandiera non possono essere toccate ulteriormente: non tradiamo gli italiani, il motto di Conte, che per primo non vuole fare passi indietro su restyling della Fornero e reddito di cittadinanza alle fasce più disagiate. ‘Ne va della mia credibilità’, avrebbe detto più volte ai suoi collaboratori. Il clima delle telefonate viene descritto buono, a Palazzo Chigi c’è fiducia nonostante la trattativa non sia cosa semplice. Conte è convinto e determinato a portare a casa il risultato, nelle telefonate di questa mattina ha messo sul piatto tutto il suo peso politico.

MOSCOVICI – “Stiamo lavorando giorno e notte perché l’Italia non sia sanzionata”, ha assicurato in mattinata Moscovici. “Penso che l’Italia sia un grande Paese della zona euro e abbia il suo posto nella zona euro – ha detto – Sono in contatto permanente con il ministro delle Finanze Tria e con il premier Conte, ancora ieri sera e di nuovo questa mattina”. “Stiamo lavorando intensamente – ha sottolineato ancora Moscovici – nell’ambito di un dialogo costruttivo per fare in modo che l’Italia, che può condurre le politiche che vuole, non sta a me discutere la legittimità delle sue politiche, lo faccia nel rispetto delle regole”. Quindi, il commissario europeo ha ribadito di avere “buone speranze che ci riusciamo, lavoriamo positivamente, perché noi non amiamo i due pesi e le due misure e non amiamo l’ingiustizia né rispetto alla Francia né all’Italia”.

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